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venerdì 24 dicembre 2010

IL MIO VIDEO SU ROLLING STONE MAGAZINE

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, dicembre 24, 2010 2 commenti
quando i sogni iniziano a prendere forma......

IL MIO VIDEO DI DEBUTTO SU ROLLING STONE MAGAZINES.

CLICCA QUI

che ne pensate ???

sabato 11 dicembre 2010

E FINALMENTE.............

Pubblicato da Micha Soul alle sabato, dicembre 11, 2010 2 commenti
IL MIO SOGNO SI è MATERIALIZZATO:





SPERO CHE VOI BLOGGER VORRETE SUPPORTARE LA BUONA MUSICA.

LASCIO IL MI FACEBOOK: WWW.FACEBOOK.COM/MICHASOUL

ONE LOVE

martedì 24 novembre 2009

dopo un anno di blog....

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, novembre 24, 2009 2 commenti

.............e così sono arrivata a superare un anno di qualcosa, io, l'incostanza in persona, colei che dovrebbe iscriversi a yoga da 3 mesi, che semina passioni per strada, a volte a discapito del portafogli, colei che se non l'avesse fermata una lettera di contestazione disciplinare, avrebbe aperto altri mille blog. Invece in un anno sono cambiate molte cose e questo blog ne conterrà per sempre le prove, i miei alti e bassi, i miei problemi, i miei sogni.
Ed in un anno ho finalmente assimilato il concetto di "selezione". Selezione nelle amicizie, nel tempo libero, negli hobby.

Giunti a questo punto devo ammette di non aver più tempo da dedicare alla scrittura, almeno non fino a quando avrò finito quello per cui mi sono assentata in quest'ultimo periodo, per cui non condivido più con voi i miei deliri come di consueto, per cui non controllo più i commenti del blog (ragion per la quale ho dovuto mettere un buttafuori chiamato capchka o qualcosa del genere all'entrata della pagina commenti.... :D )....
Il progetto che sto portando avanti significa molto per me, realizzare un sogno, o meglio seguire la propria inclinazione. Con molta dedizione e molti sacrifici credetemi.

E' per questo motivo che chiunque volesse continuarmi a leggere (fatelo vi pregoooo) potrà farlo qui, nel mio nuovo angolino di web, pronta a dar sfogo alle mie paure, alle mie gioie e a descrivere le mie sensazioni e i miei obiettivi raggiunti durante questo viaggio chiamato ALBUM che dovrebbe terminarsi, se tutto va bene (maschietti toccatevi le palle per me) a Maggio 2010.

Grazie per avermi letta, e per continuare a farmi visita...

venerdì 23 ottobre 2009

Apologies

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, ottobre 23, 2009 0 commenti
Mi spiace davvero....dovrei fare più attenzione quando scrivo questi mie post riversati dal mio subcoscio in momenti di delirio. Troppo spesso lascio strafalcioni grammaticali e storpiature lessicali. Era tutto perfetto nel mio post precedente, una serie di scatti puliti, una cornice di frasi semplici ma mirate. E solo dopo un giorno mi accorgo di aver sbagliato il titolo e di aver tirato fuori il lato filogermanico che è in me (maddeché). E così l'ho voluto lasciare apposta quell'articolo sbagliato. Anche perché diciamocelo, fa un pò ridere! Un foto è per sempre! ahahahah

OK, detto ciò, per farmi perdonare, sto per accontentare molti di voi che durante la pubblicità dell'Enel, sebbene infastiditi dall'azienda pubblicizzata in sé, vi chiedete di chi sia quella voce che riesce ad accarezzarvi l'anima. Io non ho resistito e da due giorni ho questo deliziosissimo brano nel mio stereo....

Decido quindi di dedicarvelo....e che vi possa coccolare come una buona tazza fumante di cioccolata calda densa e dolce....






(Far Far di Yael Naim, 2007)

sabato 17 ottobre 2009

la nostra via di fuga

Pubblicato da Micha Soul alle sabato, ottobre 17, 2009 0 commenti

Diciamoci la verità, per gente come noi (e con noi intendo me, mio marito e probabilmente i pochi lettori di questo blog) senza una passione che ci allontani dalla routine quotidiana, saremmo persi. Da rinchiudere o già morti.

Io e mio marito abbiamo la musica in comune e non potendo arrivare ad etichette discografiche major, abbiamo sempre fatto in modo di scegliere l'autoproduzione e il supporto di etichette discografiche indipendenti. Il 90 % del lavoro di un album in questo modo vien fatto dall'artista. 

La scrittura, la ricerca di basi musicali, la ricerca di collaborazioni, le registrazioni, i 160 km a settimana per andare a mixare i pezzi e per la masterizzazione finale, la ricerca dei grafici per la copertina, dei fotografi, dei registi del video ecc ecc ecc.

Un bel lavoraccio insomma. Duro, stressante quanto appagante. Nel caso di mio marito, durato un anno.

Finalmente oggi ci sono arrivate le copie. Fra una settimana ci sarà il live di presentazione ufficiale. Tutto fila liscio (mi tocco) e mentre guardo e riguardo il digipack mi sento fiera di lui, del nostro percorso musicale (questo è il suo primo lavoro solista ma prima di questo, insieme agi altri due membri del gruppo, abbiamo dato vita a due album: Graffi sul Vetro e Full Immersion), del nostro rapporto così speciale, del supporto che riusciamo a darci a vicenda.....

Mio marito è un mostro nella scrittura, i suoi sono deliri della mente, giochi metrici e sonori, immagini mistiche intrise di quel pizzico di noir che lo rende underground, avanguardistico ed indirizzato verso la musica d'autore piuttosto che al rap che ti spacciano oggi.
I suoi testi sono ricercati e per capirli bisogna avere la mente aperta d appartenere ad un target di pubblico che dietro ad una parola e ad un suono riesce ad intravedere il materializzarsi di immagini oniriche e/o incubi.

Mio marito fa rap ma ascolta De André, non segue il calcio, non ama fare il ballerino ridicolo nei club ridicoli pieni di sorrisi ridicoli, vive nel sottosuolo e torna in superficie quando il mondo giace negli abissi del sonno.

Se non conoscessi mio marito ed ascoltasi il suo album mi innamorerei di lui e sarei pronta a seguirlo fino in inferno. Laddove i deboli hanno amore e vincono sui forti.



per avere un'idea del concept e maggiori info ---- > CLICCATE QUI

grazie per il supporto.

lunedì 8 giugno 2009

Simply Soul

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, giugno 08, 2009 3 commenti


Eccomi tornata.

In questo lungo periodo di tempo ho preso le redini della mia vita e ho finalmente imparato a cavalcarla e a domarla.

La mia ricerca della felicità è chiaramente, come per ognuno di noi, il motivo principale di questo mio passaggio sulla terra.

Dove trovarla? È spesso questa la domanda a cui dover rispondere.
Ognuno di noi ha la propria risposta a portata di mano ma è difficile rendersene conto.

La mia felicità è sempre stata, da subito, il poter creare una famiglia. Questa mia smania ha caratterizzato la mia adolescenza e la mia vita da adulta portandomi inevitabilmente a soffrire per amore e a farmi perdere di vista il valore del mio IO, quel valore che avrei dovuto scoprire piano piano attraverso diverse fasi di ricognizione.

Era difficile durante l’adolescenza nutrire stima verso me stessa, e per poterla intravedere anche solo minimamente dovevo vederla riflessa negli occhi delle persone che mi amavano o meglio, che amavo. E quindi non avevo coscienza di chi fossi realmente io, ma solo di chi volevano che fossi (i miei genitori) o come mi vedevano esternamente (gli uomini).

Ma la vera essenza della propria anima pochi hanno l’onore di captarla. Prima di tutto, poche persone riescono a portare alla luce la consapevolezza del proprio essere. La totale comprensione dei propri bisogni emotivi, la totale presa di coscienza di quale sia la propria strada da percorrere.

Ecco, io ho avuto la grandissima fortuna di conoscere me stessa grazie al riflesso degli occhi di mio marito. Colui che ha scavato dentro e ha scovato la mia vera personalità. In seguito, il lavoro più duro è toccato a me.

Una volta che conosci chi sei, devi capire cosa vuoi.

Nel trentunesimo anno della mia vita ho capito finalmente che voglio lasciare un’orma. Ho capito di avere un dono e di doverlo sfruttare, perché questa è la mia strada. E non finalizzare questo mio talento alla fama o al denaro, ma semplicemente per vivere felice e sentirmi piena ,e completa, ogni minuto della mia vita.

E così, sto creando un lavoro discografico. Poiché il tempo mi rincorre e cerca ad ogni modo di demoralizzarmi, non mi rimane altro che dedicare ogni piccolo momento a questo mio piccolo grande progetto. E’ per questo motivo che il mio blog rimarrà in stand-by fino a lavoro compiuto.
D’altro canto, vorrei condividere con le persone che hanno letto fin qui queste paginette rosa, i momenti che attraverserò durante la mia crociata. Perché diciamocela tutta, non è una passeggiata scrivere, comporre e registrare un album. Non lo è perché l’artista viene spesso messo davanti ad insicurezze, a mancanza di ispirazione, quei momenti che lo vedono con gli occhi fissi su un foglio bianco, incerca di un’idea che si fa desiderare….

Vi invito quindi a seguire il mio nuovo blog cui titolo sarà quello del mio album:

Seven Soul Sins



va da sé che il layout verrà cambiato a breve…

Grazie a tutti e ...buona musica!

PS. chiuderò questo blog con la storia di una donna. Essendo una storia lunga che ho scritto in vari frammenti dui questi miei ultimi tempi, deve essere sistemata e finalmente verrà pubblicata.

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venerdì 13 marzo 2009

la Rubrica del Venerdì

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, marzo 13, 2009 1 commenti
Miei cari amici!!

dopo una lunga pausa invernale, la rubrica dedicata alla musica black e ai video più rappresentativi del mio umore, riprende con una verve di soul spumeggiante e primaverile!


Ancora poco più di una settimana e potremo dire di esserci lasciati alle spalle un lungo inverno piovoso e freddo....

Ed è proprio per adentrarci pian piano verso la nuova stagione che ho deciso di dedicarvi uno dei brani di un'artista per cui farei follie, se solo fossi un uomo...

Sto parlando di Beyoncé Knowles, solo 28 anni ma più di dieci di carriera. Una voce unica ed elastica, graffiante e sensuale, un corpo dalle curve abbondanti e femminili, un talento indiscusso nello scrivere brani orecchiabili e arrangiare strumentali di qualità!

Conobbi la sua voce la prima volta nel 1996, quando il ritornello del primissimo brano delle Destiny's Child intitolato "No, no, no" mi entrò nella pelle e mi iniettò la passione per il gruppo in questione tanto da andare a vedere l'esibizione di queste allora diciassettenni in un locale a Bruxelles, dove mi innamorai perdutamente della cantante principale, lei appunto, Beyoncé Knowles.

Ho seguito le destiny's child dal loro esordio fino ad oggi, posseggo fieramente tutti i loro CD (il migliore rimane "The Writing's On The Wall" uscito nel 1999. la formazione era ancora al completo, il brano che sicuramente ricorderete tutti è "Bills bills bills"

Da lì la mia cara B. ne ha fatta di strada. Un altro album con le Destiny's Child (che tengo a precisare non essere un gruppo formato a tavolino, ma nasce come gruppo di amiche/cugine che da piccole si esibivano nelle feste locali in quel del Texas e nel quale il padre di Beyoncé ha creduto così tanto da dedicarsi interamente a questo progetto con il solo scopo di farlo notare a "qualcuno che contasse", riuscendo non con pochi sforzi e sacrifici, nella sua grande impresa), "Survivor" del quale ricorderete sicuramente la colonna sonora del film "The Charlies Angels", un album solista, altri album con il suo gruppo, film, teatro.....Insomma Beyoncé è un'artista completa. Per curiosare nella sua biografia completa, vi consiglio di andare qui.

Per chi dovesse scandalizzarsi per questa mia passione per un'artista che sforna brani commerciali a valanghe, rispondo dicendo che sebbene io ami la musica ricercata, il soul di nicchia, le sonorità degli anni 60 e 70, questa donna merita senz'ombra di dubbio tutto il successo e la fama di cui sta godendo. Il fatto che i suoi brani vengano proposti nelle radio, il fatto che sia anche lei un prodotto musicale "per la massa", non è altro che una conseguenza del suo talento.
Ciò che amo di Beyoncé è la sua autenticità. Non è stata costruita a tavolino come potrebbero esserlo le varie stalette alla Rihanna, alla Pussy cat Dolls ecc ecc.
Lei è l'autentica ape-regina del rithm and blues di nuova generazione. Lei riesce a rappare cantando con la stessa facilità con la quale interpreta ballads che richiedono un'estensione vocale impressionante.

Insomma, è brava, bellissima ed unica.

I video che vi propongo, selezionati con tanta fatica vista la mole di clip che la vedono protagonista, sono "Sugar mama", brano tratto dal suo penultimo album "B-day" e che ultimamente sto consumando in macchina, cantando come una pazza ed immaginandomi in California vestita di verde e giallo, orecchini grandi dorati e tacco a spillo a ballare per strada e a giocare col mio foulard! Questo pezzo ragazzi riuscirebbe a far muovere anche la persona meno incline al ballo. che esista sulla faccia della terra ...

La seconda è una sua esibizione dal vivo, una delle tante, giusto per dare una piccola dimostrazione di cosa voglia dire essere un'artista completa....

I love you B.

Buon ascolto!


Sugar Mama:




2005 World Music Wards FULL PERFORMANCE:


lunedì 19 gennaio 2009

Il quinto elemento

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, gennaio 19, 2009 5 commenti

Il 2 gennaio di questo nuovo anno, io e la mia dolce metà stilavamo una lista dei buoni propositi per il 2009. Come potrete ricordare se avete letto qui, avevamo lasciato di proposito il foglio sul tavolino dell'anonimo bar pasticceria. E come vi ricorderete, già alle 18.00 di sera, non ricordavo più quale fosse il quinto punto.


Stamattina, triste e depressa davanti ad un pc, rinchiusa nell'ufficio freddo e con un'unica finestra che dà sul prefabbricato grigio qui di fronte, mi sono ricordata di quale fosse.


Cambiare lavoro.


Ora, ammetto che più che un buon proposito, questo è un vero e proprio punto di svolta. Un cambiamento radicale. Un progetto iniziato mille volte e lasciato in sospeso 2000. Le scuse sono sempre le stesse: "è uno stipendio sicuro", "non è il momento migliore per cambiar lavoro", "c'è chi è messo peggio", "tutto sommato ogni tanto (anche se con la crisi succede sempre meno) viaggio", "ho le ferie e le malattie pagate" ecc ecc ecc.


Il mio lavoro, escludendo questi punti effettivamente a suo favore, non mi dà alcun stimolo. Faccio l'impiegata del commerciale estero di un'azienda di medie dimensioni, unica referente per i clienti esteri di tutto il mondo e unica persona che si dedichi a fare gli ordini ai fornitori e a gestire questi ultimi.


Ad una prima impressione potrebbe risultare interessante. Se non altro, uno potrebbe pensare, "hai modo di mantenere le lingue straniere".


Bhè, certo, se si considera che ho passato 5 anni della mia vita a dedicarmi completamente a studi di semantica, di linguistica, di tecniche varie di traduzioni economiche, se penso che ho dedicato 52 settimane ad una tesi terminologica di 700 pagine, non è che una magra consolazione la mia possibilità di scrivere le stesse cinque cazzate in ingese con tanto di chiusura "best regards" o "yours sincerely"!

E sto parlando solo dell'inglese, visto che il francese mi capita di usarlo sempre meno, causa la sempre più scarsa richiesta francofona nei confronti dei nostri prodotti.


Lo spagnolo poi.... ahahahah mi vien da ridere!! Per fortuna non ho avuto la pessima idea di sceglierlo come terza lingua all'università e mi sono accontentata del bagaglio linguistico regalatomi dalla Scuola Europea. Perché se vi capitasse di ascoltare una delle mie rarissime conversazioni con un cliente spagnolo vi sbellichereste dalle risate, ancor di più di quante ve ne siate fatte col Ciclone di Pieraccioni.


E pensare che solo 5 anni fà, faceva parte della mia vita di tutti i giorni, avendo avuto la fortuna di vivere 6 mesi a Fuerteventura, isola paradisiaca delle Canarie. Ma diciamoci la verità, le situazioni piacevoli aumentano la buona volontà di una persona e il suo impegno ad eccellere in qualsiasi ambito essa decida di operare.


Con questa premessa, non vi sarà difficile immaginare quanto infelice mi possa sentire al solo pensiero di dover passare 8 ore al giorno in questo ufficio.

2.368 ore l'anno, ora più, ora meno. Che in soli dieci anni fanno 23.680 ore. Considerando che quest'ufficio è diventato la mia seconda casa da ottobre 2004, avrei passato qui dentro all'incirca 9.500 ore. Se il calcolo non dovesse tornarvi, capirete perché sono atterrata nel campo linguistico.


Ancora più facile per voi lettori sarà immaginare quanto mi possa sentire ingabbiata in una vita che mi domina invece di farsi dominare, se solo sapeste qual'è il denominatore comune alle attività per cui sono portata:

la creatività.


Eh sì che ho provato a coinvolgere questo mio bisogno creativo anche nel mio lavoro, ma abbellire un ufficio con dipinti strani, lavorare fotografie con giochi di luce da usare come desktop e non far mai mancare del buon soul ricercato nel player del mio pc, non hanno dato i risultati sperati ed io mi sento vuota ed insoddisfatta sul piano lavorativo.


Ho anche tentato di entrare nel ruolo della donna manager, richiedendo al mio superiore maggiori opportunità, facendomi vedere decisa a contribuire alla crescita e allo sviluppo di quest'azienda: "posso cercare nuovi clienti", "posso cercare nuovi prodotti da proporre", "posso fare qui", "posso fare là". Ma quando mi si sono presentati davanti fogli pieni zeppi di numeri di telefono da chiamare, quando mi è stato detto di presentare la nostra azienda e di convincere l'interlocutore che noi siamo i migliori e di conttrattare i prezzi e farmi dare informzioni relativamente ai loro fornitori attuali, insomma di rompere le palle alla gente, mi sono cagata addosso, permettetemi la franchezza.
E dopo aver provato per mesi e mesi senza aver prodotto buoni risultati se non il fatto di aver stregato con la mia voce qualche potenziale cliente che continua a mandarmi e-mail chiedendomi una foto, mi sono arresa all'evidenza di non esserci portata.


Il quinto punto diceva quindi: "cambiare lavoro".


Eh, sembra facile. Immagino che per prima cosa è d'obbligo fornire una risposta alla domanda "che tipo di lavoro vorresti fare"?


E va bene, ora sì che scatterà la risata collettiva...sicuri di volerlo sapere? Voglio vivere di musica. Esatto. Io scrivo e canto e pare che mi riesca bene. Ho un orecchio molto fine e musicale. Ho fantasia nel creare nonché originalità e inventiva. Le idee in quest'ambito non si esauriscono mai.


Non per niente canto in una soul band con musicisti bravissimi ma che come me usano questo loro dono come hobby, come valvola di sfogo, come dolce ricordo che li lega ad un desiderio ormai dimenticato. Ecco, questo è il mio dono.

E non contenta ho un altro gruppo, con cui ho all'attivo altri due album e grazie ai quali riusciamo ad esibirci di tanto in tanto e ad investire un pò di denaro in materiale per il nostro studio di registrazione che solo due anni fa era il nostro garage (in questo gruppo c'è la mia dolce metà).


Penso che se ognuno di noi fosse stato creato per una sola e determinata attività, la mia sarebbe attinente alla musica. Vi basti pensare che ogni qualvolta io cerchi di soffocare questo mio dono, ogni qualvolta io faccia finta di non possederlo e cerchi piano piano di ignorarlo, di dimenticarlo, di rinchiuderlo in qualche cassetto della mia vita, ecco che prepotentemente esce fuori anche nelle occasioni più impreviste e assurde. Un esempio? Bhè, l'ultimo è avvenuto sabato scorso. Alla festa di paese di Maiero, una località di 600 abitanti in provincia di ferrara. Ero lì per caso, avevo voglia di rivedere una mia carissima amica di un paesino ferrarese chiamato Consandolo. Lei si era già messa d'accordo con altri amici per partecipare a questa festicciola promossa dalla parrocchia, dal comune, dagli abitanti, insomma una piccola manifestazione piena di calore, semplicità, cibo a volontà, tombola e...musica. Infatti, come succede nella maggior parte dei casi, ad animare la serata vi era un cantante sui 50 anni, uno di quei personaggi che si spostano di fiera in fiera con tutto il loro ambaradam fatto di tastiere, microfoni, mini computerini con i testi e le voci...insomma un vero professionista dell'intrattenimento. Benché questo signore fosse abbastanza bravino e sapesse intrattenere, la gente era impegnata a bere il vin brulé e a farsi fuori i tremila panini alla salsiccia, pasta, dolci, sfrappole e chi più ne ha più ne metta e ben pochi facevano caso alle canzoni ben interpretate dal "maestro". Ad un certo punto, come nella migliore tradizione delle feste paesane, ecco la frase magica uscire dalla bocca coperta dai lunghi baffi del simpatico intrattenitore: "avanti gente, qualcuno vuol venire a cantare una bella canzone"???. Ecco che la mia amica, presa da un impulso irrefrenabile, istintivo e poco ragionato urla in mezzo alla folla "lei!! lei!!!!!".

Inutili sono stati i mei tentativi di convincere tutti i paesani che si trattava di uno scherzo, che in realtà ero stonata, che avevo il raffreddore, che sono timida (unica scusa vera), che vengo da Bruxelles e non conosco una sola canzone italiana, che ho dimenticato gli occhiali a casa e non riesco a leggere le parole sul pc (io non porto gli occhiali e forse non ho la faccia di chi li porta perché a questa scusa è scattato il vaffanculo generale).


Insomma, dopo esser venuto l'organizzatore in persona a dirmi "dai, non ti far pregare", eccomi ad impugnare il microfono e a lasciarmi andare sulle note di Vivo per lei. Ammetto con piacere e anche un pò di timidezza che coloro i quali qualche minuto prima parlavano fra di loro ingozzandosi di cibi vari e trincando di buon gusto, erano tutti lì davanti a quel piccolo stand, il tempo si dev'essere fermato perché nessuno si muoveva e tutti sembravano ipnotizzati. Insomma non mi dilungo su quelle piccola emozione che ci siamo scambiati io e il mio pubblico, vi dico solo che sono stata costretta ad interpretare una canzone di Giorgia e una dei ricchi e poveri (mi avevano promesso che sarebbe stata l'ultima altrimenti col cavolo che...)....ci mancava solo Titanic, menomale che a nessuno è venuto in mente. Mentre mi allontanavo dal banchetto, ci mancava poco che mi chiedessero un autografo e più persone mi sono venute ad implorare di cantare Gigi d'Alessio (ma...in Emilia???). Per fortuna, la mia amica, causa di tutto questo trambusto, ha pensato bene di trascinarmi via lontana.....


Questi sono piccoli episodi che fanno riflettere. Un piccolo centimetro cubo d'acqua in un oceano di soddisfazioni che solo la musica mi sa regalare. Eppure, pensare di vivere di musica mi risulta ancora poco possibile. Non ho mai frequentato un'accademia e quindi non ho nessuna prova se non la mia voce, la mia naturalezza nel modulare la mia voce che parte, spiega le ali, vola e fa sesso con la musica. Nessun foglio di carta e nessun'esperienza rilevante da poter inserire in un curriculum musicale che mi permetta di entrare in qualche coro televisivo o teatrale. Ci sono milioni di altre cose altrettanto allettanti che una persona potrebbe fare con l'orecchio che Dio mi ha donato e con la mia musicalità innata: canzoni per pubblicità, jingle radiofonici nazionali (finora fatti agggratis per radio locali), potrei decidere di fare la cantante da pianobar e ne sarei davvero felicissima, ma prima di tutto non saprei dove cercare, come muovermi e dove.


E soprattutto, lascerei uno stipendio fisso, un lavoro sicuro con tanto di permesso di maternità e tutte le sicurezze che ciò implica per un qualcosa di così "temporaneo" e campato in aria? E' un pò il discorso del "meglio un giorno da leoni o 100 da pecora"?


Certo, le mie capacità non si limitano solo al lato canoro, c'è anche quello creativo e allora potrei lavorare per un'etichetta discografica (abbastanza importante da potermi garantire un futuro certo) ed occuparmi della ricerca di talenti, di gestire la creatività di altri personaggi ed apportare la mia esperienza, anche se prettamente di nicchia.

Ma abito a Bologna, dove ho comprato casa per la quale pago un mutuo ogni mese, una città in cui mio marito ha tutta la sua vita, gli amici, il suo hobby e un buon lavoro. Non vivo a Roma né a Milano. E se fosse così facile anche per chiunque abitasse a Milano, non mi spiego perché uno dei più bravi cantanti di soul italiano che non voglio nominare per la sua privacy, si stia trasferendo in Giappone con la sua famiglia, in cerca di reali opportunità.


Forse è stata questa notizia dell'ultima ora a farmi tornare in mente il famoso "quinto punto". Forse mi sono resa conto che mi è sempre più difficile accettare di convivere con la mia personalità da impiegata. La vera L. è quella che una volta staccato il lavoro si esibisce nei centri sociali, va alle jam session, prova con la sua band il mercoledì sera, si fa Pescara-Bologna alle 3.00 di notte dopo aver finito un live con il suo gruppo e il giorno dopo menomale che è sabato e riesce a dormire fino all'una!. Ma quando arriva la tanto temuta domenica sera, quando L. si ritrova a fare i conti con la realtà e a settare la sveglia alle 6.30 per il giorno dopo, quando si sveglierà, si vestirà, prenderà la macchina ed entrerà in quel fabbricato grigio nel bel mezzo della zona industriale di Calderara di Reno, salirà in ufficio, si siederà davanti al pc, scaricherà le cinquanta e-mail dei suoi clienti e ad ogni e-mail in arrivo le aumenterà il gusto amaro in bocca e si sentirà triste.


Si renderà conto che ha quasi 31 anni e non sa cosa farà da grande.



Qualche aiuto?

venerdì 16 gennaio 2009

La rubrica del Venerdì: seconda puntata

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, gennaio 16, 2009 1 commenti
Eccoci giunti cari amici alla seconda puntata della mia rubrica musicale.

Nella scorsa puntata, mi sono dilungata nello spiegare le motivazioni che mi portavano a creare questa rubrica, a discapito aimé della presentazione dovuta di un'artista come Erikah Badu di cui vi ho proposto uno dei suoi brani più famosi.

Erikah Badu è una cantante genuina, un'artista seria e validissima nel suo stile, il soul. Ha meritatamente vinto svariati premi riguardanti il suo genere musicale ed è considerata ad oggi una delle regine del panorama musicale black. Meno commerciale, ma più apprezzata per le sue qualità artistiche, canore e di scrittura impegnata. E' anche riconosciuta per la sua apertura ad altri generi affini, quali jazz, d&b, e per il voler sperimentare sempre più ciò che oggi viene definito nu-soul.

Vi consiglio di andarvi a leggere la sua biografia (ben dettagliata) qui.

Fatelo vi prego! Un pò di cultura in quest'ambito non fa mai male!


Come già anticipato nella biografia, la Badu ha avuto una relazione importante, da cui è nata Seven, con un membro del conosciutissimo gruppo rap The Roots.


Probabilmente da questa relazione è nata la collaborazione che ha dato vita ad un brano favoloso e che spero abbiate già sentito da qualche parte (il ritornello cantato da Erikah è difficile da dimenticare) e che vi propongo quest'oggi.


Il brano è tratto dal quarto disco di questo gruppo rap-jazz-soul, che ben si discosta dall'immagine di quel tipo di rap da catene d'oro e "thig life". Un gruppo che prima di ogni altra cosa, ama la musica.


Il disco in questione, Things Fall Apart", uscito ne 1999, li porta ad avere un successo realmente globale: al cambio d'etichetta segue una distribuzione migliore ed il quarto disco dei Roots, trascinato soprattutto dal bellissimo singolo "You Got Me" (scritto con Jill Scott ma cantato da Erykah Badu), riesce a scalare le classifiche (specializzate e non) di mezzo mondo, portando il loro nome all'attenzione di tutti. Nonostante sia meno 'jazz' dei tre dischi precedenti "Things Fall Apart" conferma in pieno il cammino intrapreso tempo prima dalla band: abbondanti i riferimenti e gli omaggi alla musica nera, bellissimi i testi, superbo l'incedere musicale. Quasi a sigillo di una solida unità di base "Things Fall Apart" non viene meno alla bizzarra numerazione delle tracce presenti nei dischi dei Roots, segnalate nel corso del tempo come un'unica ed interminabile sequenza: nello specifico il loro quarto disco va dalla traccia 54 alla 70.
bibliografia:







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La frase della settimana che vi propongo è tratta da un libro che la mia cara amica Lara mi ha fatto scoprire, intitolato "Le lacrime di Nietzsche", scitto da Yalom Irvin D.


"L’estremo isolamento non elimina affatto lo stress, è stress esso stesso: la solitudine è un terreno di coltura della malattia."

Quindi uscite, divertitevi, state in compagnia, amate e ridete.


Buon fine settimana amici miei!!


E che sia pieno di so(u)le!!

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martedì 9 dicembre 2008

La mia vita come in un film...hai presente Manuale d'amore 2?

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, dicembre 09, 2008 1 commenti

Mi sono sempre chiesta come fosse possibile che la mia vita rasentasse la perfezione. Bhè...perfezione, dipende un pò da quali standard si prendono in considerazione certo. Sono la ragazza della porta accanto, non una Beyoncé Knowles o una Gwen Stefani. Ma ciò che appartiene alla mia umile vita da anticonformista convinta è tutto ciò per cui respiro aria a pieni polmoni. Un bel lavoro grazie al quale ho passeggiato per le vie di diverse città tra le più modaiole e mondane quali NY e Hong Kong (ma poi già il fatto d’avere un lavoro fisso con i tempi che corrono mi fa entrare nel gruppo delle - come si dice qui a Bologna- BUSONE); un compagno di vita che amo da impazzire, un hobby che mi porta in giro per l’Italia e con il quale godo di una fettina di notorietà e stima (considerando poi che condivido questa passione con mio marito...); un fratello che amo e che abita a 3 chilometri da me con la sua mogliettina (che si dia il caso è anche la mia migliore amica) e con la mia adorata nipotona di due anni; due genitori che, anche se vaganti per il mondo da single affermati e goderecci della vida loca, sono sani e (a detta loro) vicini con il cuore e con la mente. I miei due nonni materni che mi hanno cresciuta e che reputo importanti quanto i miei genitori, ancora in vita, sani e più dolci che mai. Una bella casa, una bella macchina (a metano, perché siamo due ambientalisti convinti!)…..si ecco, c’era qualcosa che puzzava in tutta questa perfezione. Io non ci credo alle favole, non credo alla vita come nei film, anche perché sennò che noia... giusto??
Così, in questo quadretto semi-perfetto, dicevo, ci viene la fantastica idea di provare ad avere un figlio. Siamo dell’idea che i figli vadano messi al mondo e cresciuti da giovani, soprattutto se come nel nostro caso, ci siamo sposati giovani. Soprattutto se, come nel nostro caso, abbiamo una stabilità economica, abbiamo tanta voglia di sentir urlare e piangere e ridere e litigare e cambiare i pannolini perché hanno fatto la cacca (ecco qui scatterebbe il "tesooooro, aiuto!!), ridere delle loro cadute, dei loro primi versi che vogliono essere parole, quando c'è la voglia di stringere tra le braccia dei piccoli mini-ME e mini-LUI e di subire quel disordine da parco giochi in casa, abbiamo anche comprato una monovolume pronta ad accoglierne 7 di figli!!
Ma, come diceva il buon Alessandro Aleotti alias J-Ax “la vita non è un film”. No. Non lo è...
...e dopo vari accertamenti di routine ed esami pre-concezionali, scopriamo che la nostra coppia ha qualche piccolo problema a concepire, diciamo che abbiamo 50 possibilità su 100, sì, una cosa del genere....senza entrare nello specifico posso garantire che entrambi abbiamo la stessa percentuale di incidenza su questo dato. Questo vuol dire che se una coppia normale riesce a concepire nell’arco di un anno massimo, noi potremmo mettercene anche 2, 3, 4, 5….........
I pareri dei vari professori (e ce ne sarebbero da raccontare di aneddoti a questo proposito!) sono discordanti: c’è chi dice che basta aver pazienza, c’è chi dice che con degli esami come i nostri (ho detto NOSTRI, non miei, né SUOI, in poche parole ci siamo trovati!!) è meglio ricorrere all’inseminazione assistita, c’è che dice che dipende da quanto siamo pronti ad aspettare.
Bhè, non è un segreto che la pazienza non è la nostra più grande virtù. Infatti, in un primo momento abbiamo deciso di aspettare ma ci siamo visti travolti da un vortice di ansie, di rapporti mirati (che tristezza), di gambe all’aria e cuscini sotto le chiappe, di computerini, stick e conteggi stressanti. Fino a quando un giorno, di comune accordo, abbiamo deciso che “meglio ricevere un aiutino dalla medicina piuttosto che essere vittime della triste realtà di chi non può più fare sesso come, quando, e dove gli pare!”
E quindi eccoci instradati verso questo lungo e tortuoso cammino. Ad oggi abbiamo avuto un solo colloquio all’ospedale Malpighi di Bologna dove ci sono stati prescritti esami quali mappa genetica, ripetizione di esami ormonali, pap-test, SPG, SPC, SMHGFT, GTDTSDFUDDSTUS e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo deciso che ci affideremo al pubblico perché di spendere 3.000 euro in un centro privato senza avere una garanzia di successo, proprio non ci va giù.
Va bene volere un figlio, va bene approfittare della scienza e della possibilità di procreare anche per chi come noi potrebbe metterci più tempo o addirittura non riuscirci proprio, ma piuttosto che buttare via tutti quei soldi, aspettiamo e ci affidiamo ai tempi e alle trafile della sanità pubblica senza dimenticare che una mano può sempre darcela madre natura! E poi insomma, i soldi al momento non mancano, sopravviviamo (mio marito è tirchio) ma non ci chiamiamo mica Brad Pitt e Angelina Jolie!!
Prossimo colloquio fissato per Marzo. In quella sede, sapremo cosa ci aspetterà. Ho, aimé, già letto tanto, troppo a riguardo della PMA (procreazione medicalmente assistita), tanto che la dottoressa al primo colloquio era letteralmente allibita per il mio linguaggio medico usato: ISCI, IUI, Fivet, stimolazione eccettera eccetera. Per cui, sono già preparata ad imbottirmi di ormoni, a farmi bucare ovunque e a fare avanti-indietro da casa all’ospedale (distanza da percorrere: 20 km andata e ritorno) e dover cercare scuse per giustificare le mie assenze e certificati medici al lavoro. Ma che volete che sia? Un piccolo sacrificio per un grande dono! Nel frattempo almeno…..si tromba per bene!!!!!
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L'immagine rappresenta un dipinto di Salvador Dalì: "SOGNO CAUSATO DAL VOLO DI UN'APE ATTORNO AD UNA MELAGRANA UN ATTIMO PRIMA DEL RISVEGLIO"

giovedì 13 novembre 2008

In principio fu il verbo

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, novembre 13, 2008 2 commenti





Amare. Chi non ha mai pronunciato la parola "Amare"? Eppure nessuno può realmente definire questo verbo, nessuno potrebbe spiegarlo a voce, né scrivendolo, né rappresentandolo in una qualsiasi opera d'arte. Ma noi comunque proviamo a darne un significato personale, in base alla nostra storia, al nostro vissuto.
Ho amato molti uomini nella mia vita, ma per ognuno di loro il verbo Amare prendeva caratteristiche diverse...sfumature e sapori diversi. Poi il mio verbo Amare ha conosciuto il sostantivo Amore. Leocadia e Francesco. L'Amata e l'Amato, L'Amante e l'Amando....

Mi viene in mente una bellissima canzone di Musiq Soulchild, intitolata appunto "Love" qui il brano e il video per voi.
"Love
So many people use your name in vain
Love
Those who have faith in you sometimes go astray
Love
Through all the ups and downs the joys and hurts
Love
For better or worse I still will choose you first"

Ecco, idealmente l'amore è tutto ciò. Ma per riuscire ad applicare l'amore in questi termini alla vita di coppia, ci vuole una bella spina da 16 Ampere, cui adattatori vanno cambiati a seconda dell'utilizzo...... e questo blog ne darà degli esempi.

Benvenuti!
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