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lunedì 6 dicembre 2010

SIAMO

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, dicembre 06, 2010 2 commenti
INCINTI
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lunedì 17 maggio 2010

3 is the magic number

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, maggio 17, 2010 4 commenti

SONO DEFINITIVAMENTE tornata. Oddio, definitivamente è un avverbio che non mi si addice, la mia incostanza non me lo permette. Eppure con genuina incostanza, sono riuscita a finire l'album della mia vita. In questo momento è in fase mixaggio...se tutto va bene uscirà a Settembre, ma non sono qui per parlare di ciò che ho fatto ma di ciò CHE FARO'. Prima di tutto riprenderò con questo mio piccolo angolo di paradiso. Mi è mancata la scrittura in questi lunghi mesi di assenza dal blog più scoordinato ed illogico della rete. Parlo d'amore, sì e amo l'amore. Lo amo così tanto che riprendo a riempire le pagine di LOVE PLUGS con aneddoti, deliri e quisquillie plasmate dalla mia testolina sognatrice (nonché completamente folle). Riprenderò il pattinaggio, la fotografia, vi riassillerò con i miei tentativi di trasformarmi nella wonder-gardener dei miei stivali, ieri stesso mi è stata consegnata l'ultima copia di pollice verde e sto valutando la possibilità di spendere altri dieci euro per proseguire con l'abbonamento. Devo solo trovare il tempo di leggere le 12 copie ormai sedimentate nel cassetto soprannominato "il futuro è qui". Ogni tanto ne dimentico l'esistenza ma il terrazzo traboccante di fiori di ogni specie e colore che mi si presenta davanti ogni qualvolta io alzi le tapparelle di casa mi ricorda che la primavera è già iniziata (evitiamo l'argomento CLIMA vi prego) e con lei anche la guerra dei terrazzi!!! Non capisco come facciano gli inquilini del palazzo di fronte ad avere due terrazzi che nemmeno nei resort Balinesi....così, di punto in bianco, da un giorno all'altro PUFF....quello più vuoto sembra il giardino dell'Eden e il mio in confronto sembra una cella frigorifera (evitiamo l'argomento CLIMA vi prego).

Comunque, tornando a noi e a quello che verrà nei prossimi mesi, arriviamo al dunque. Ecco la notizia che voi tutti aspettavate. Ve lo svelo così come ho fatto al telefono con mio fratello, il quale per poco non sveniva dalla felicità, per poi mandarmi a cagare quando gli ho spiegato che "ma no Dario, non sono incinta!!! Adottiamo un gattino!!!"

Ecco, come non poter riaprire questo vecchio garage pieno di polvere con questa notizia batufflosa? E mentre spolvero per far riaffiorare il colore rosa dei muri, ivi trascrivo il dialogo tra me e LUI che ci ha portati a scelgiere il nome di un gattino che sabato farà la nostra conoscenza ed entrerà a far parte della nostra mini-famiglia....

IO- "amore, ho già il nome per il nostro gattino: MATISSE"
LUI- "ma nooo, dai, è un nome scontatissimo, troppo da gatto.!"
...
IO- "vabbé ...appunto...è un gatto!!...comunque boh, allora fai tu, io adoro quel nome e poi con due cantanti in casa, ci sta un pittore...".....
LUI- "no no, ho io il nome perfetto per un gattino maschio: DOOM" (n.d.r.: vi prego, cliccate sul nome Doom)
IO-"ma noo dai! ma come lo chiami il gattino quando non lo trovi? DUUUUUUM! è cacofonico, nel senso che fa proprio cagare! sei il solito fissato doom-maniaco! se proprio vogliamo dargli il nome di un artista, chiamiamolo Stevie"
LUI- "sì, certo, già che ci siamo chiamiamolo Ray, magari porta anche male e ci diventa cieco...ci manca solo un gatto cieco in casa nostra..., poi scherzi a parte non è un nome da gattino dai!! Dobbiamo trovare una via di mezzo, il nome di un artista attinente alla musica che ci rappresenta ma che allo stesso tempo si addica ad un gattino tutto batuffoloso.................

......................BIGGIE !!!!!!"

IO -"sìììì è perfetto!! Biggie è perfetto, magari scritto Biggy o Bigghy o Bigghi........."

.....e Biggie sia. Già lo amo senza conoscerlo. Spero solo, in tutta franchezza, che non assomigli nemmeno lontanamente all'artista rap da cui abbiamo preso il nome....per carità ogni scarrafone è bello a mamma sua. Ma c'è un limite a tutto. Guardare per credere.........










.....Amore ok....ma se un giorno avremo un mastino, lo chiameremo MATISSE!!"


___________________________
Per essere pollitically correct chiedo scusa a chi potesse sentirsi offeso: non si parla male di un defunto. A voi dico: sappiate che io lo amavo e lo amo tuttora. Ma era brutto, non lo si può negare!

sabato 17 ottobre 2009

la nostra via di fuga

Pubblicato da Micha Soul alle sabato, ottobre 17, 2009 0 commenti

Diciamoci la verità, per gente come noi (e con noi intendo me, mio marito e probabilmente i pochi lettori di questo blog) senza una passione che ci allontani dalla routine quotidiana, saremmo persi. Da rinchiudere o già morti.

Io e mio marito abbiamo la musica in comune e non potendo arrivare ad etichette discografiche major, abbiamo sempre fatto in modo di scegliere l'autoproduzione e il supporto di etichette discografiche indipendenti. Il 90 % del lavoro di un album in questo modo vien fatto dall'artista. 

La scrittura, la ricerca di basi musicali, la ricerca di collaborazioni, le registrazioni, i 160 km a settimana per andare a mixare i pezzi e per la masterizzazione finale, la ricerca dei grafici per la copertina, dei fotografi, dei registi del video ecc ecc ecc.

Un bel lavoraccio insomma. Duro, stressante quanto appagante. Nel caso di mio marito, durato un anno.

Finalmente oggi ci sono arrivate le copie. Fra una settimana ci sarà il live di presentazione ufficiale. Tutto fila liscio (mi tocco) e mentre guardo e riguardo il digipack mi sento fiera di lui, del nostro percorso musicale (questo è il suo primo lavoro solista ma prima di questo, insieme agi altri due membri del gruppo, abbiamo dato vita a due album: Graffi sul Vetro e Full Immersion), del nostro rapporto così speciale, del supporto che riusciamo a darci a vicenda.....

Mio marito è un mostro nella scrittura, i suoi sono deliri della mente, giochi metrici e sonori, immagini mistiche intrise di quel pizzico di noir che lo rende underground, avanguardistico ed indirizzato verso la musica d'autore piuttosto che al rap che ti spacciano oggi.
I suoi testi sono ricercati e per capirli bisogna avere la mente aperta d appartenere ad un target di pubblico che dietro ad una parola e ad un suono riesce ad intravedere il materializzarsi di immagini oniriche e/o incubi.

Mio marito fa rap ma ascolta De André, non segue il calcio, non ama fare il ballerino ridicolo nei club ridicoli pieni di sorrisi ridicoli, vive nel sottosuolo e torna in superficie quando il mondo giace negli abissi del sonno.

Se non conoscessi mio marito ed ascoltasi il suo album mi innamorerei di lui e sarei pronta a seguirlo fino in inferno. Laddove i deboli hanno amore e vincono sui forti.



per avere un'idea del concept e maggiori info ---- > CLICCATE QUI

grazie per il supporto.

lunedì 12 ottobre 2009

paura e delirio a.....

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, ottobre 12, 2009 2 commenti

A meno che non si tengano in cittadine pittoresche, all'interno di mura medievali,  a meno che non rappresentino un evento storico-culturale e non vogliano far scoprire colori e sapori di tempi ormai lontani, a me le feste di paese mettono una gran tristezza. Non mi spiego quale sia la ragione e di sicuro mi sto addentrando in un discorso troppo generico, facilmente contestabile e con mille eccezioni. Ma in linea di massima, questa ricerca esasperata di un qualsiasi cosa da festeggiare, mi deprime.
Premetto che abito nella ridente cittadina di Granarolo dell'Emilia (sì è dove producono l'omonimo latte e no, non ho ancora avuto l'onore di spernacchiare il simpatico bimbo dalla voce stridula che urla "è quello della Lola!!"). 

Premetto che tre anni fa durante i mondiali non usciva mezzo urlo dalle finestre dei cittadini di codesto paesello, nemmeno al gol che ci ha consacrati campioni del mondo. Tanto che all'inizio mi facevo dei problemi pensando che forse stessero tutti guardando altri programmi o che stessero addirittura dormendo e mi sono permessa di chiedere ad amici e parenti di urlare in silenzio per non infastidire il vicinato....ometto la loro risposta in merito.

Premetto che in questo paesello non esiste una piazza. Voi entrate a Granarolo, fate tre chilometri in rettilineo ed è finita Granarolo. Praticamente una specie di viale con negozi sui lati, il comune e la chiesa, sempre sulla strada. Tutti stabili nuovi, nessun segno di una civiltà passata. 

Non so voi, ma per me un paesino senza piazza non è un paesino!

Però c'è un parco giochi per i bambini e un campo da basket, una capannina per i gelati e ben DUE benzinai. E c'è la COOP,  sì, hanno dovuto far chiudere i fruttivendoli e la macelleria per costruirla ma vuoi mettere un edificio mastodontico con trecentocinquanta luci sempre accese anche di notte? che tristezza..... 
C'è anche un poliambulatorio molto attrezzato e una palestra dove non mancano corsi di ogni tipo. Insomma, tutto sommato ammetto di viverci bene, certo non è come vivere a Bruxelles, la mia città natale, ma sono sempre solo ad una decina di km dal centro di Bologna.

Tornando al tema del mio post, questo week-end c'è stata la festa cittadina (o paesana?) che festeggiava probabilmente il __esimo anno della nascita del Comune. Bancarelle a gogò, stand, giochi per bambini, esibizioni varie e fuochi d'artificio.

Descritto così sembra un evento allettante. In realtà le bancarelle sembrano essere gli scarti dei mercati delle piazze maggiori, avete presente quelle con i capi d'abbigliamento più tristi, quelle che vendono trenta calzini al prezzo di uno e ti danno in omaggio una padella antiaderente? o ancora quelle che vendono asciugamani e tende! io un anno ci comprai una parure di lenzuola tigrate che dopo due lavaggi sembravano lenzuola bianche sporche di fondotinta. Al tatto pizzicavano in maniera indecente a causa dell'elevato numero di pallini fastidiosissimi che aveva creato il tessuto. 

Poi la bancarella militare!!! la bancarella militare!! ancora non mi spiego come riescano a sopravvivere i poveri commercianti che girano le fiere con questo tipo di articoli. In vita mia non ho mai visto nessuna persona comprarvi qualcosa. D'altra parte se io fossi un uomo e avessi fatto il militare di leva, non mi sognerei mai di acquistare una giacca e gli anfibi che mi rimembrano quante mazzate mi sono preso durante il CAR!

E come potrebbe mancare la bancarella dei trucchi andati a male e dei profumi evaporati? e quella delle felpe con i cartoni animati? dai su dite la verità, lo so che anche voi avete da qualche parte in qualche armadio, in qualche angolino nascosto e dimenticato, la felpa di Lupin che avete regalato al vostro lui perché in realtà rifletteva la fantasia erotica che si manifestava inconsciamente dentro di voi, immaginando il vostro uomo con la sigaretta in bocca avvicinarsi a voi con quello sguardo penetrante e furbetto per rubarvi un bacio...ammettete che tutto è svanito quando è uscita la sua testa dalla felpa, se l'è sistemata con fierezza sulla maglia che indossava (sì, perché la stragrande maggioranza degli uomini non si sa perché, ma provano le maglie senza togliersi quelle che hanno già addosso) e vi ha chiesto "come mi sta?". In quel momento ammettete pure di aver avuto la visione di vostro figlio fra sedici anni. Ammettetelo anche se non è così, almeno non mi sento l'unica idiota.

E cosa dire degli interessantissimi stand? quello che mi ha colpita maggiormente è stato quello del SUB. Il sub??? ma fanno corsi di sub a Granarolo dell'Emilia? cos'hanno costruito un oceano artificiale a nostra insaputa? sì, amore, forse proprio dietro la coop!  

E lo stand del  fotografo? Quello con la gigantografia della classica foto di matrimonio che sembra risalire al 1980? E quello con un cartello scritto a penna che ti implora di fermarti e farti fare un ritratto...un ritratto??? ma mi ci vedete due ore seduta davanti ai granarolesi che mi passando davanti con crescioni, piadine, pizze e io lì a sbavare dalla fame con un torcicollo in arrivo e il sorriso fintissimo creato dall'imbarazzo della situazione e dall'obbligo di sorridere per il ritratto?

E la gente! quanta cazzo di gente c'è a queste feste di paese? macchine parcheggiate ovunque, immobilizzazione delle forze dell'ordine per bloccare centinaia, migliaia di automobili pronte ad invadere Granarolo dalle cittadine limitrofe! E le mamme e i papà con i loro trecento figli, duemila carrozzine che si scontrano, imbottigliamenti causati da esseri umani vaganti che si fermano con la bocca spalancata davanti allo showman della piastra magica, quella che in due secondi ti cucina qualsiasi cosa e si lava con una sola passata di spugna asciutta e senza detersivo. 

Tutti a tirar fuori il loro completo migliore, le donne con il tacco 20 che le vedi goffissime dopo i primi venti metri, gli uomini con quattro dita di gelatina in testa, i bambini intrappolati negli abiti più scomodi per salire e scendere dall'enorme bruco mela. 

E tutti camminano camminano camminano, si fermano, guadano, ricamminano, si fermano alla bancarella siciliana e si fanno fori un babà e un arancino, poi riprendono la loro passeggiata, si provano un cappotto e un cappello di lana con 25 gradi all'ombra, si fermano alla bancarella delle pizze al taglio, mangiano, si sporcano con il sugo bollente la loro mise della domenica, smadonnano, poi però il trancio di pizza di 2o metri se lo finiscono in tre minuti, si godono lo spettacolo del gruppo di sessantenni che fanno l'esibizione di Yoga sull'erba e che da lontano mia nipote scambierebbe per i Teletubbies. 
Si fermano a sfumacchiare nell'ultimo chiosco di piadine dopo aver deglutito una leggerissima piada peperoni, cipolla e salsiccia e ripercorrono il tragitto godendosi però tutto ciò che offre l'altro lato della strada.

Io e mio marito, ormai consapevoli del senso di tristezza che ci prende quando percorriamo quei tre chilometri (ora che ci penso forse è 1 solo perché dubito che io possa mai riuscire a resistere alla tortura per ben tre chilometri a piedi), ci divertiamo a farci questa sagra quasi ubriachi fradici. Non dovendo prendere la macchina, è l'unica occasione che abbiamo per vivere un evento del genere con un tasso alcolico in corpo elevato. Cosicché tutto ciò che a raccontare e a vivere da sobria mi rende inspiegabilmente triste, con l'ausilio del sangiovese, diventa uno dei momenti più divertenti dell'anno! E arrivati alla fine del nostro "paura e delirio a las Granarolas" che ci vede protagonisti di avventure ed aneddoti comici, che ci vede azzannare qualsiasi tipo di alimento elegantemente posto in rustici taglieri per la degustazione gastronomica, ci aspetta nientepopodimenoché l'immancabile, irrinunciabile, irresistibile stand DELLE CREPES ALLA NUTELLA per tornarcene così, a fine serata, a casa con un bel mal di testa ed una meritatissima dissenteria.

lunedì 5 ottobre 2009

pillole di saggezza maschile

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, ottobre 05, 2009 1 commenti


 - amore, sono tanto giù, mi sento una merda, non ho più stimoli, mi sento inutile, depressa, con l'auto-stima ai minimi storici registrati....

- amore ma che dici? sei stupenda, sei bravissima, hai tenacia, non ti lamenti mai, sei coraggiosa e intelligente... amore dico davvero sai, sei di gran lunga al di sopra della media rispetto alle altre donne...tu.....tu sei incredibile! sei quasi un uomo!



......
non aggiungo altro.



giovedì 1 ottobre 2009

Risparmio si, risparmio no

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, ottobre 01, 2009 1 commenti

Ho sempre pensato che risparmiare sulla spesa fosse una delle ultime cose che avrei fatto in vita mia. Piuttosto faccio attenzione a non sprecare, perché buttare il cibo a me non è mai piaciuto, ma guardare che i biscotti da mettere nel carrello siano quelli più economici, no! Eppure, in periodi di magra come questi, dove in poco meno di un mese ti vedrai portar via 1600 euro di assicurazione + 700 euro di condominio + 400 euro di tagliando senza contare il fatto che questo periodo combacia perfettamente con l’uscita dell’album di tuo marito il quale dovrà pagare grafico, fotografo e quant’altro, non resta altra alternativa. Ok, hai appena fatto un acquisto su laredoute.it di 120 euro, ma potevi rinunciare ad anticipare lo shopping invernale per non rimanere senza leggins pesanti effetto denim nei periodi più freddi?

Quindi, dicevo, inizi ad autoconvincerti che i prodotti con il marchio coop siano i più controllati, abbiano una qualità garantita e il prezzo più conveniente che ti permetterà di recuperare i 120 euro spesi ad insaputa di tuo marito.

Vai contro i tuoi principi morali e accetti di piegarti ai prezzi stracciati di Liddle, anche se mentre riempi il carrello di detersivi e prodotti per casa, non riesci a non pensare alla lettera che quel ragazzo scrisse a Beppe Grillo raccontandogli la sua orribile esperienza come impiegato disumanamente sfruttato, in uno dei punti vendita del suddetto supermarket.

Ringrazi tua nonna per averti convinta dopo anni e anni di implorazioni a spendere quei miseri 10 euro per la carta coop. E adesso grazie a quella carta coop hai uno sconto del 10% da spendere entro la fine del mese.

“Amore ma oggi è già il 30!!! Dobbiamo sfruttare lo sconto!!”

E quindi ti dirigi verso il supermercato incriminato di cui sei socia al 0.0000000010% ed inizi a fare acquisti manco avessero annunciato la terza guerra mondiale.

“No, amore, non possiamo prendere i prodotti in offerta, non applicano lo sconto”

“come no? E perché? Che stronzata è?”

“amore è così e basta, ok che la coop sei tu (possessore della carta soci) e quindi io ma non mi hanno mai interpellata per chiedermi se potessero andarmi bene queste regole! preferisci risparmiare con il mega sconto o con i prodotti in offerta?”

…

Dopo aver colloquiato animatamente con tuo marito, inizi ad essere presa da una sorta di euforizia natalìa, ovvero un'euforia natalizia in periodi non natalizi, e a riempire il carrello in maniera del tutto illogica. Unico scopo: spendere il più possibile per recuperare il maggior risparmio possibile.

Pensi a tua madre che da due mesi, ogni volta che viene a casa tua, ti fa notare che ti manca un secchio per il mocio del terrazzo e che la scopa ha il manico rotto. Ti fermi davanti al reparto casalinghi e scruti con attenzione pentole, tazze, servizi di piatti, posate stile moderno…. Tuo marito intanto si è caricato venti casse d’acqua sulla schiena e vaga a quattro zampe per l’ipercoop in cerca di sua moglie col carrello. Quando ti trova lì, ti corre incontro col fare di un cane ringhioso e tirandoti la maglietta coi denti ti trascina via dall’angolo casalingo.

Tu guardi tuo marito con occhi irresistibili e gli sussurri “amore, sai quanti bei piatti afrodisiaci posso cucinare con questo wok? Hai presente quelle pietanze che si mangiano con le mani? Io imbocco te e tu imbocchi me”…..e lui cede, anzi abbocca.

Arrivi alla cassa che non riesci a fare il conto delle buste che ti servono. Ne afferri uno strato spesso 3 cm, per un totale di 100 buste. Saranno in sconto anche quelle? Tuo marito intanto si è assentato un attimo (il momento ideale direi) per andare a cercare la lametta di ricambio del suo rasoio che userà sì e no due volte al mese. Avvicino mentalmente la parola “uomo” al verbo “cercare” e presa dal panico chiedo alla cassiera di chiamarlo con il microfono “il signore che sta cercando le lamette Gilette power fusion è pregato di rivolgersi immediatamente alla cassa 7 causa eccessiva produzione di bile della moglie. Stato di allarme livello 10.”

Finalmente quaranta minuti dopo, sei riuscita ad impacchettare tutto, hai anche chiesto in prestito un muletto ai magazzinieri per facilitare il trasferimento della tua spesa verso la tua macchina. Lo scontrino lungo 6 km viene strappato dalla cassiera, che con sorriso smagliante e unghie finte esclama “centosettantasetteeuroequarantacinque”.

Paghiamo, svuotiamo i carrelli e il muletto nel portabagagli, saliamo in macchina, ci guardiamo, prendo il mio cellulare, faccio il conto del miserissimo risparmio che ci ha fruttato questa scorta triennale di cibo e articoli vari. Alzo la testa verso di lui e lo imploro:

“dimmi che le venti confezioni di acqua che hai preso non erano in offerta!”


.......

lunedì 28 settembre 2009

Il corso prematrimoniale

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, settembre 28, 2009 1 commenti


Quando sentivo le coppie parlarne, anni luce prima che il pensiero del matrimonio mi avesse mai sfiorato, credevo che con "corso prematrimoniale" si intendesse un corso facoltativo di cucina e cucito, un manuale tipo della brava casalinga e dell'uomo attrezzo.
In seguito lo intesi più come una rimembranza dei corsi di religione pallosi e inutili, di quelli che , specie se serali, rischiavano di farti ronfare dopo la seconda preghiera dedicata agli sposi.
Pian piano qualsiasi informazione mi arrivasse a riguardo, era sempre circondata da un pezzo di scocciatura incellofanata. Ci misi poco a capire che quel corso lì, in qualsiasi modo possibile, avrei dovuto evitarlo, semmai un giorno mi sarei voluta sposare.
Quel giorno arrivò prima ancor di capire che cosa stessi facendo e lo ammetto, fui proprio io a pressare il mio povero maritino allora ventiduenne affinché potessimo giurarci amore eterno!
La verità è che trovai quel che cercavo e potevo fermarmi lì, ma mai e poi mai avrei rinunciato alla possibilità di avere una festa tutta mia! Altro che giuramento solenne, sarei l'ipocrisia in persona se negassi che la ragione principale per cui premevo tanto era il potermi vestire da principessa senza trovarmi in mezzo ad una festa di carnevale!
Purtroppo però, non sembrava possibile trovare il modo di baipassare quel fastidiosissimo corso. Mi chiedevo come potesse un prete "istruire" una coppia destinata a sopportarsi fino alla morte! Mi chiedevo cosa c'entrasse la preghiera con la decisione di formare una famiglia, e soprattutto perché nel 2006 c'era ancora l'obbligo di frequenza.
Eppure all'epoca devo dire che il più scettico e contrario era mio marito. Agnostico, miscredente, e con un'antipatia congenita verso la chiesa, il clero, i preti e tutto ciò che facesse parte della religione cattolica. Io, per mia natura incline ai sacrifici, mi dissi che poteva essere divertente e che forse avremmo imparato qualcosa.
Il corso durava un mese, più o meno dieci "sedute". Ricordo che alla prima eravamo un pò spaesati. Non so se perché era stata una dura giornata di lavoro o se per il troppo vino bevuto a tavola, ma ricordo poco interesse nei confronti delle altre coppie e di ciò che spiegava don Andrea. Ricordo che ad un certo punto mi svegliai dal torpore e mi resi conto che la voce non era più quella del prete ma cambiava alternandosi femminile-maschile-femminile-maschile...oddio, era il mio turno! Il nostro turno! Il prete mi chiese di presentarci, e di spiegare per quale ragione ci trovavamo lì. Io risposi che per quanto strano potesse sembrare, credevo ancora nel vero amore e volevo sigillare l'unione fra me e la mia metà. Non feci alcun riferimento a Dio, e credo che il parroco avesse capito che aveva a che fare con due pecorelle smarrite.
Ad un certo punto allungò ad ognuno di noi una specie di tesina, un manuale, un libro di testo, una raccolta di pensieri, preghiere e verità che ancora non conoscevo. Insomma, un testo povero nell'aspetto, scritto su carta riciclata, ma che credetemi, conteneva una fonte inesauribile di soluzioni ai problemi di ogni coppia.
Sfogliammo qualche pagina al volo mentre gli altri recitavano la preghiera a pagina 2, e capii che quel corso tutto sommato poteva davvero rivelarsi utile.
Fu dura non tirare il pacco all'ultimo momento per la seconda seduta, don Andrea fu chiaro ed onesto quando ci informò che bastava la presenza a due corsi per ricevere l'attestato. Ci fece capire che non potevamo andare lì contro la nostra volontà, sembrava sincero quando ci disse che capiva quanto dura dovesse essere uscire di casa con 3 gradi per frequentar un corso che ci vedeva del tutto disinteressati. Fu davanti a tale onestà che decidemmo (decisi) che l’avremmo dovuto seguire. Fu lì che decisi di prendere parte ai dibattiti, di seguire con attenzione le sue parole, le letture che ci proponeva e che sentiva di voler discutere con noi. Io e mio marito mentre tornavamo a casa continuavamo a parlare dell'argomento, esprimendo la nostra opinione, la nostra posizione.
Quel libro ci stava davvero facendo capire quali difficoltà avremmo incontrato lungo il nostro matrimonio. Non proponeva soluzioni facendo riferimento alla Bibbia o al Vangelo, ma dava gli spunti giusti per riflettere, per essere consapevoli del passo che stavamo per compiere.
Non avrei mai pensato di dire un giorno che il corso prematrimoniale è stato un toccasana per la il nostro matrimonio, per la nostra vita di coppia. Davanti ad ogni difficoltà cui si scontra la nostra convivenza e coabitazione, ci tornano in mente quelle parole, quelle riflessioni e riusciamo, insieme, a superarle più facilmente.
Quel parroco, Don Andrea, sembrava si fosse sposato mille volte!
Qualsiasi sia il nostro modo di reagire durante i litigi, durante i periodi neri, durante le insicurezze emotive, era già tutto descritto in quel libro. Gli errori che avremmo commesso e che commetteremo, la difficoltà di capire la differenza fra l'uomo e la donna ed accettare queste differenze per trovare il metodo di comunicazione migliore.
Tutto, Don Andrea aveva previsto tutto. E se è vero che prevenire è meglio che curare, posso dire che se finora nessun litigio con mio marito è mai durato più di un paio d'ore, se sono riuscita a mettere da parte il mio caratteraccio e il mio orgoglio da vera terrona quale sono per fare il primo passo verso la riappacificazione, e se la stessa cosa spesso e volentieri è valsa per mio marito fino al punto in cui basta uno sguardo reciproco e un sorrisino per mettere da parte la rabbia e la frustrazione che troppo spesso riversiamo sull'altro, è grazie al corso prematromoniale.
Chissà, forse perché Don Andrea vive lo stesso amore nei confronti del suo Dio e riesce quindi a applicarne le difficoltà e le soluzioni sulla vita di coppia, sarà che abbiamo avuto un culo pazzesco e fra le mani abbiamo il manuale del matrimonio felice, o semplicemente perché come è ben noto agli studenti, ripassare per un esame leggendo il testo subito prima di andare a letto sembra essere il metodo migliore per ricordare anche dettagli che in altri momenti non avremmo ricordato.
E se quando vostro marito si rifiuterà di leggere la preghierina degli sposi insieme a tutti gli altri partecipanti al corso, voi lo fulminerete e scatterà il litigio furioso in macchina, forse sarà il caso di seguire anche il corso avanzato!

mercoledì 2 settembre 2009

effetti collaterali

Pubblicato da Micha Soul alle mercoledì, settembre 02, 2009 2 commenti

basta un sms per cambiarti una giornata:


quanto siamo speciali io e te che facciamo il nostro personalissimo yoga sul divano?
e quanto siamo speciali io e te che facciamo e ci appoggiamo nella nostra musica?
e quanto siamo speciali io e te che dovremmo aprire un'agenzia matrimoniale?
e quanto siamo speciali io e te quando ti bacio sul collo e tu mi dici "non ho sentito niente"?
e quanto siamo speciali quando ci mordiamo le braccia a vicenda?


ti amo moglie mia



(più che speciali siamo rincoglioniti da questo sentimento...completamente inebetiti!)

venerdì 24 aprile 2009

Primi sintomi della mia rinascita

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, aprile 24, 2009 8 commenti

 

Libert%C3%A0

 

Molto probabilmente sto impazzendo.


In pochi mesi sto cambiando il modo di vedere le cose, ciò che mi circonda. Sto cambiando il mio carattere e la mia attitudine alla vita.


Se prima (molto prima) la mia tendenza caratteriale era quella di criticare tutto ciò che era eccessivamente diverso da me, ora mi sto appropriando di una tolleranza sempre più illimitata.
Nei confronti delle persone, delle scelte, e anche dei gusti musicali.
Io vivo di soul ed il mio look fa pensare ad una ventenne degli anni settanta.
Ma oggi conosco gente punk, ragazzi e ragazze bucati da tremila piercing e tatuati in ogni centimetro del corpo, ascoltano musica death-metal o house, sembrano usciti da un film di Dario Argento, ma per me rimangono persone degne di un gran rispetto.

E questo mio cambiamento avvenuto gradualmente con gli anni e con le esperienze, sta facendo di me una donna nuova, sp ecie in ambito sentimentale.

 

Prima di tutto, non sento più quell'impellente bisogno naturale di rompere le palle a mio marito con l'ausilio di critiche e sguardi fulminei a lui rivolti nei confronti della sua guida, delle sue occhiaie, del suo disordine, del suo stare davanti al pc mentre io preparo la cena, sparecchio, faccio la lavatrice, stendo i panni, faccio il letto, passo l'aspirapolvere......

 

Semplicemente ho capito che siamo individui liberi, liberi di fare tutto

ciò che vogliamo. Nel rispetto degli altri, questo sempre e comunque.
E quindi quelle critiche sputate dalla mia bocca e scaturite da un malessere interiore e da un'insoddisfazione personale, non sono scomparse, ma sono diventate cordiali domande, mirate a ricevere il rispetto che, in quanto a essere umano, merito di ottenere.

 

E così, in macchina, mentre lui non bada alla distanza di sicurezza, io non uso quel tono di voce acido e fastidioso per dirgli "stai più lontano dalla macchina davanti!!!", ma semplicemente con tono ironico e pacato gli sussurro "tesoro, mancano 10 chilometri e sono arrivata in ufficio, potresti resistere per pochi minuti lontano dalla macchina che hai davanti? dopo puoi fare quello che vuoi, anche andarle addosso, davvero! solo che IO ho un po' paura....ce la fai?". E lui si lascia incantare dai miei occhioni dolci e in men che non si dica decelera e lascia che lo spazio fra noi e il poverello davanti sia di esattamente 40 metri precisi precisi.

 

E se ha voglia di stare in piedi fino a tardi e fumarsi un pacchetto di sigarette al giorno, perché dovrei criticarlo? finché fuma sul terrazzo e non mi sveglia infilandosi nel letto, che diritto ho io di imporgli orari e di negargli il piacere di sfumacchiare per rilassarsi?


La sua salute? appunto, è la SUA salute. Non sono mica sua madre. Certo, se un giorno dovesse ammalarsi e morire prematuramente, io ne soffrirei tremendamente ma perché pensare al peggio? e poi, meglio un marito longevo e infelice o un marito felice per tutti i giorni della sua vita?

 

E quando lui non stacca i suoi occhi dal pc mentre io sono indaffarata ad occuparmi delle attività domestiche perché guardarlo male, fare l'offesa, metter su il muso e scoppiare dopo venti minuti ricoprendolo di insulti?
Se ho davvero (e sottolineo DAVVERO) bisogno di una mano, gliela chiedo. semplicemente. "Amore, mi aiuti a piegare i panni", "Amorino, mi giri il sugo?" "tesoro, vieni un attimo su che facciamo il letto in due secondi?". E lui magicamente lascia il pc e mi raggiunge, mentre pieghiamo le lenzuola fa il cretinetto con qualche battuta sulla flanella usata in primavera, sulla sua maglia XL diventata una M scarsa e così via.
Ci divertiamo, ridiamo, ci baciamo e spesse volte finisce che invece di fare il letto, facciamo qualcos'altro, ed una volta finito lui riprende il suo laptop e continua a scrivere i suoi testi, a prendere contatti per il suo demo ed io sono felice, perché ho trovato il modo di convivere con l'uomo che amo, senza privarlo della sua libertà da individuo. E la libertà degli altri è la nostra libertà.

 

Molto probabilmente sto impazzendo, ma il mio matrimonio è il mio ossigeno e mi regala uno stato di benessere e di pace interiore mai avuta prima d’ora.

 

Adesso, posso pensare alla fasi successive.

martedì 31 marzo 2009

depilatitu!!!!

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, marzo 31, 2009 6 commenti

Perché diciamocelo, prima di andare a convivere noi donne abbiamo pensato milioni di volte che non ci saremmo mai ritrovate in pigiama di pail con i bigodini in testa e la maschera in faccia davanti alla tivvù con di fianco il nostro uomo.

Abbiamo sempre pensato che un minimo di "decoro" ci voglia in ogni occasione, che l'occhio vuole la sua parte anche dopo le 22.00, che se un uomo smette di desiderare la sua donna anche per soli cinque minuti, la coppia rischia la crisi.

E così i primi anni si comprano le vestagline e le sottovesti di seta per stare in casa mentre cresce vertiginosamente la bolletta del gas, i pigiami non sono più pigiami, ma ricicli di vecchi leggins un pò rovinati da abbinare ad una maglietta stretta capace di mettere in evidenza le forme del seno, ed intanto il nostro addome soffre per effetto dell'elastico troppo stretto. D'altra parte codesti leggins li mettevi a diciasette anni!

Scegli le sere in cui lui è fuori con gli amici per dedicarti alla maschera di fango per le impurità del viso, resisti e combatti contro il sonno sul divano perché non puoi andare a letto truccata ma allo stesso tempo non puoi struccarti prima che lui si alzi, spenga la tivvù e decida di salire in camera da letto mezzo assonnato. Tu in quei pochi minuti ti fiondi in bagno e ti strucchi, sali e ti assicuri che la luce sia soffusa affinché lui non veda i tuoi occhi slavati e la tua carnagione pallida e arrossata per effetto della couperose.

Senza considerare che ci sono volte in cui lui non ha sonno e tu nemmeno. Ed è in quei momenti che ti dici "vedi? se ora avessi il mio pigiama con le mucche, col cazzo che m'aspetterebbe sveglio!".

Passano gli anni e la confidenza aumenta, quella confidenza che ti permette di fare la pipì con la porta aperta o addirittura quando lui è ancora in bagno, quella che ti permette di stare intere domeniche senza un filo di terra in viso a vegetare sul divano non più nella tua lingerie sexi nera , ma in vestaglia infiltrita di lana rosa, i capelli legati con una pinza azzurra da parrucchiera e la fascia rosa di cotone a mò di giocatrice di tennis.

Ecco, io mi trovo ancora nella fase di mezzo. Non sono ancora arrivata alla vestaglia di lana che ingrossa ed abbassa, ma sono già alla fase mutandoni della nonna (brutti) durante la fase mestruale.

Eppure lui fortunatamente per me, non nota niente di tutto ciò. Nota se sono vestita sexi, questo sì. Se attraverso il mio abbigliamento domestico riesce ad intravedere la forma del culo o del seno mi fa avances spietate, ma se mi vede girare per casa con la maschera in viso, sembra addirittura non notarlo.

Forse perché preso dalla sua lettura del momento, o dal pc. Fatto sta che questo suo modo di essere, alla lunga mi ha portata ad essere me stessa in tutto, a volte in troppo. Vedi i ruttini (ok, i ruttoni) che scappano dalla mia boccuccia di rosa seguiti dalla solita scusa banale "amore non sto tanto bene, non riesco a digerire!", vedi le volte in cui per pigrizia o per mancanza di tempo, passa almeno un mese dall'ultima ceretta all'inguine.

I peli. I peli sono uno degli inestetismi più temuti e odiati dalle donne. E te credo! Sono brutti da vedere, fastidiosi al tatto e soprattutto dolorosi da eliminare.
Io ho la fortuna di avere nel DNA il gene della peluria bionda e rara, strano su una castana come me, ma a volte la genetica riesce a creare miscugli davvero inaspettati. Inaspettai al punto da aver risparmiato alle mie gambe e alle mie braccia il flagello della peluria, concentrandolo tutto là dove non batte mai il sole.
E se è vero che esistono strisce depilatorie fai-da-te per gambe e braccia, è anche vero che riuscire a farsi la ceretta da sole proprio in quel punto lì richiede la flessibilità di un contorsionista e il coraggio di un fachiro.

E così la mia guerra contro il pelo inguinale dipende irrimediabilmente dall'estetista vicino casa. Quella che ti prende trenta euro a strappo, quella che manderesti a cagare volentieri, se solo non fosse così brava a "farti tornare bambina" e se non ti desse fastidio l'idea di cambiare e di far vedere la tua patata ad altre tremila estetiste.

Ci sono fasi tuttavia, quella fase di mezzo di cui parlavo sopra, in cui tu e i tuoi peli non vi considerate e fate finta di non conoscervi. Passano due, tre, cinque settimane e un giorno così per caso, tuo marito ti dice con aria vaga, mentre state pensando all'armadio a muro da comprare "amore, ma quando vai a farti LA ceretta?".

Ecco, a quel punto capisci che l'incantesimo dell'uomo cieco è svanito e tu DEVI sottoporti alla tortura.

.....perché diciamoci la verità.
La ceretta all'inguine è una tortura vera e propria.

Ad ogni strappo ti viene naturale pensare "brutto bastardo"...strap....
"guarda cosa mi tocca fare"...straaap....
"se solo potessi farti provare che doloooore"...straaap....
"ma tu non hai nemmeno un pelo"...straaap...
"nemmeno la barbaaa"...straap...
"maledettooo...."....s...st...straaap...
"non potevo nascere negli anni sessanta?"... strap....
"invece di questa foresta nera amazzonica nelle mutande, non potevo averla in testa?"...straaap......
"no, no, oddio li sotto no...aaaaaaiutt...." STRAP.

"Ecco fatto, abbiamo finito".

"Porca p.., menomale!! Senti una cosa, ma secondo te, per far provare un dolore simile a mio marito, cosa mi consigli? tenuto conto che non ha peli e dovrei quindi puntare ad altro?"

"bhè, non avrà peli sul corpo ma lì sotto li avrà anche lui no?"..........

(mezz'ora dopo)

"AMOOOORE, ECCOMI TORNATA, SPOGLIATI E INFILATI NEL LETTO CHE HO UNA SORPRESINA PER TE!!!!!!!!".........mmhh...sì, eccomi....ti piace eh.....quanto ti piace? tanto vero? uuhh ma così tanto?? aspetta aspetta.....



STRAP!!!! ( E NON PROVARE A FIATARE)



sabato 28 marzo 2009

Cercasi guidice domestico

Pubblicato da Micha Soul alle sabato, marzo 28, 2009 3 commenti

La convivenza fra uomo e donna è una dura prova che l'essere umano è tenuto a superare.

Porta gioie e dolori, bisogno di compagnia e voglia di evadere.

Eppure non ne posso fare a meno. Litigo e urlo che è finita ma due secondi dopo al solo pensiero mi sento mancare. Il fatto è che per una donna accettare che l'uomo sia così diverso da lei è dura. E' dura per una donna arrendersi all'evidenza, che una relazione perfetta, nella quale le incomprensioni non esistano, nella quale la mente di lei e la mente di lui passeggiano amorevolmente mano nella mano senza mai venirsi a scontrare, è pura fantascienza.

La mente.

La mente della donna che ancora non riesce a concepire i limiti dell'uomo. Vorrebbe poterlo fare, si logora l'anima per arrivare a farlo e a vivere serena questa diversità genetica.

E allora ci vorrebbe un giudice in ogni casa, seduto al tavolo con te e lui, o sul divano di casa ad osservarvi, un giudice che durante ogni litigio possa dare la sua incontestabile e imparziale sentenza. Non volerebbero insulti, non si consumerebbero lacrime (chiaramente le mie), non si arriverebbe a intere giornate rovinate, nella maggior parte dei casi IL SABATO, e a pensieri malvagi e dettati dall'impulsività quali "chi me l'ha fatto fare".

Alla prima critica di una donna verso un uomo, il giudice tramite fermo immagine, spiegherebbe se e perché la critica è fondata o infodata. Se poteva essere detta con altri toni o se i toni in quella determinata situazione non potevano essere diversi.
E a quel punto il marito si renderebbe conto che la donna non è pazza, almeno, non lo era prima di conoscere l'uomo.
E da quella sentenza in poi l'uomo scoprirebbe un lato in più della donna e sarebbe portato a capirla e a riconoscere i propri sbagli, tentando senza vergogna di cambiare.
E la donna si renderebbe conto che l'uomo non lo fa apposta ad essere com'è. Quindi perché criticarlo? La donna non può pretendere che l'uomo sia anche donna e pensi come una donna.
Va accettato e compreso. Da lì in poi la donna cercherà di essere meno rompicoglioni quando si ripresenterà la stessa situazione, che la vede evidentemente dalla parte del torto, riconoscerà i suoi sbagli senza problemi e non avrà alcun problema a cambiare, a migliorare.
Sempre e solo se questa sarà la sentenza del giudice.

Lo scopo non è quello di decidere a chi va la ragione, quasi fosse il punteggio per una manche. Ciò che il giudice domestico sarebbe tenuto a fare è di evitare che cinque ore di discussione fra uomo e donna non riescano a portare l'uno o l'altro a cambiare il proprio punto di vista se di punto di vista obiettivamente SBAGLIATO si tratta.
Perché anche nelle più intelligenti discussioni dai toni pacati, se l'uomo e la donna continuano a rimanere ancorati alla loro idea irremovibile perché estremamente convinti che sia quella giusta, potranno far pace per amore o per sfinimento, per poter uscire di casa e togliersi di dosso il fastidioso peso del litigio, ma una settimana, un mese o addirittura un anno dopo, la stessa situazione verrà a crearsi ed avrà una forza magnetica e distruttiva pari al tempo intercorso fra l'ultimo e il penultim litigio.


Io offro l'alloggio, mio marito il vitto.

Qualche volontario?

giovedì 26 marzo 2009

Pazza idea

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, marzo 26, 2009 0 commenti

- No! non posso farlo e non mi va di farlo!

- ma perché?? è una cosa nostra, divertente, una volta ti piaceva!

- si una volta mi piaceva finché rimaneva fra me e te ma quello che mi chiedi tu è ben diverso.

- sei sempre il solito...scommetto che non lo vuoi fare è per via della musica, della tua "immagine"......poi voglio dire.... ma chi ti conosce?

- allora, prima di tutto la musica c'entra ma fino ad un certo punto. Sto per far uscire un album, è serio, le tematiche già le conosci...ti pare che possa espormi in questo modo? uno sputtanamento a tutti gli effetti!

- ma quale sputtanamento? devi semplicemente essere te stesso, mica ti sto chiedendo di fare le moine, di fare il marito tutto coccole e baci e picci picci...

- e cosa? picci picci? ahahah che scema che sei...posso anche fare il solito arrapato che c'ha sempre voglia? ecco, invece dei video che raccontano la nostra vita di coppia, perché non facciamo un pò di video porno e finalmente tutti quei soldi spesi in vestitini hard potrebbero servire a qualcosa...

- il solito maschilista. ci vedo anche una vena di sarcasmo tendente alla critica....io te l'avevo detto che preferivo le scarpe da zozzona col tacco 20 piuttosto che il vestitino da infermiera sfigata. Poi guarda, la scenetta dell'infermiera dopo la terza volta che la ripeti non ha più lo stesso effetto...almeno per me...tu sei uomo e potrei anche sussurrarti "hai del cerume nell'orecchio" con tono sensuale ed eccitato che non capiresti più niente comunque....

- ti prego, cambiamo argomento, sono le 8.00 di mattina e stiamo andando a lavoro...lavoro con degli uomini che ogni giorno mi mandano foto ti donnine nude...ti prego non peggiorare la situazione...

- vedi? già questa era una bella scenetta e tu non hai dovuto far niente di così ridicolo, devi semplicemente giocare il ruolo di te stesso nella nostra coppia...

- NO. Lo sai come sono fatto, a me non va di mettere alla portata di chiunque la nostra vita da marito e moglie. E' una cosa personale. Finché scrivi è un conto, in un certo senso lasci che gli altri immaginino e diano sfumature diverse a seconda di come interpretano le tue parole, ma i video...noi due davanti ad una telecamera e davanti a 2, 3, 20, 100, 1000 persone...

- Ma quali mille!!! ma non ci passa nessuno sul blog...sono poche le persone che li vedrebbero...

- Ecco, quindi non capisco il senso di tutto ciò! se è davvero per te che lo vuoi fare, creati una cartella sul pc e quando ci verrà spontaneo riprenderci durante i viaggi, le volte in cui facciamo gli scemi eccettera eccetera, metti tutti i video lì dentro e te li guardi quando vuoi...

- ma che mi prendi per una psicopatica? tu pensi che io abbia dei problemi vero?

- No no figurati!!!...ehehe...sai cos'è amore? a volte ti fissi su cose di cui nemmeno tu sei tanto convinta...insomma, parli male dei reality e poi il giorno dopo vorresti mettere noi due su internet perché tutti possano vederci. E' una contraddizione e sei poco coerente con le tue idee.

- Forse hai ragione. In realtà non so perché mi piace che la gente ci guardi. Sarà il mio ego, ma più che l'ego direi che è la noia. Sento sempre il bisogno di fare qualcosa, ho aperto il blog per scriverci poi dopo un pò ho esaurito le idee, ho proato a fare una rubrica di musica ma bho, non è che la trovi un'idea geniale. Ecco, in realtà sto cercando l'ideona. Ho voglia di creare qualcosa di davvero unico ma non l'ho ancora trovato. Il mondo dei blog è davvero vastissimo, ce ne sono tanti e tanti (troppi) sono quelli originali ed interessanti. Il mio primo approccio lo ebbi con Spad, quanto adoravo leggere i suoi racconti, quante risate mi facevo quando arrivavo alla fine e pensavo "questo è un genio". Ammetto di aver iniziato a creare il mio con l'intento di imitarlo, ma non è il mio genere di scrittura, il suo genio è unico ed inimitabile.
A volte mi piacerebbe avere un blog come quello di Amore Immaginato, ma la sua scrittura è di un altro livello. Non riuscirei mai a scrivere così. Per alcuni termini ho addirittura bisogno del dizionario. E' un genio indiscutibile, ma davvero! senza contare la sua capacità di essere sintetica nei suoi deliri senza mai omettere alcunché...figurati! Io sono logorroica anche quandio parlo da sola sulla tazza del water....!!
E quanto mi piacerebbe avere un blog come quello di My, ogni volta che leggo i suoi aneddoti da mamma mi piego dalle risate, mi ritrovo molto nella sua comicità, nella sua ironia e capacità di sdrammatizzare. Senza dubbio ha più fantasia di me nello scrivere, riesce a trovare quegli elementi di genio che la rendano unica. L'ideona insomma. Chissà forse quando avremo un figlio dedicherò un blog alla nostra nuova ed esilarante esperienza!! Si vabbhé ma chi lo troverà il tempo? sappiamo già che sarà un ipercinetico!!
E quanti altri ce ne sono che reputo unici, Lara, Tarkan, Pupottina, Lindalov.....e tutti quelli che che seguo...tutti unici e geniali nel loro genere. E' per questo che sono alla costante ricerca della MIA idea geniale. Ma non ne ho.

- Ho capito, ma ti posso fare una domanda?

- dimmi

- perché invece del blog non ti occupi del tuo LP che sono due anni che vuoi farlo uscire?

- perché richiede più tempo, il tempo che non ho. Scrivere lo posso fare ovunque e in qualsiasi momento anche mentre lavoro. E poi sono due cose diverse. Anche se forse ho trovato il titolo dell'LP sai?? cazzo non c'ho pensato prima ma lo potrei davvero chiamare "Love Plugs"!! dai! e potrei ripercorrere le varie tematiche affrontate qui dentro in questi 6 mesi! a qualcosa è servito allora...oh adesso sì che ho sparato il mio colpo di genio...è il mio primo passo verso l'uscita del disco...sto facendo progressi no trovi? Ok smetto. Giuro che quando arriva il caldo mi ci metto sul serio ed entro ottobre avrò finito di registrarlo.

- oohh ora mi piaci!! niente più video allora?

- mmm, non so....forse riuscirò a nascondere la telecamera perché tu non la veda e caricherò le nostre scenette a tua insaputa.

- se lo fai m'incazzo

- ahaha scherzo dai. Hai vinto tu. Non lo faccio.

(e menomale che mio marito non è un mio assiduo lettore........)

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lunedì 16 marzo 2009

La nostra storia in 5 SMS

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, marzo 16, 2009 2 commenti

Se tutto ciò che è stato scritto finora riguardo al mio rapporto con mio marito vi sembra mieloso, se, come mi ha detto Al al telefono l'altro giorno, "ogni volta che capito a leggere il tuo blog, mi sale il diabete", allora sappiate che tutto quanto letto non è che un assaggio in cornfronto a ciò che sto per scrivere.

Ieri sera per la prima volta in 4 anni mi sono imbattuta nell'allarmantissimo messaggio sul cellulare indicante "SIM piena, svuotare cartella messaggi"!!!!

Vi dico subito che una delle mie caratteristiche è quella di avere un rapporto di ODIO con il mio cellulare, di non rispondere agli sms, di dimenticarlo ovunque, di non riuscire ad amare questo peso che mi devo portare dietro ovunque io vada perché la gente possa sapere dove sono.

E così, in 4 anni sono riuscita a riempire la memoria dei messaggi in entrata.
Apro la cartella, vado al messaggi più vecchio, intenta ad iniziare l'eliminazione dei messaggi ricevuti nel 2005.
Nooo, cosa vedo!! il più vecchio è SUO, non posso cancellarlo, vado avanti...sono tutti suoi!! Vediamo un pò che messaggi sono.....

Con mia sorpresa e un brivido di commozione scopro di aver tenuto tutti i messaggi del mio compagno di vita, dal 25/04/2005 (un mese dopo il nostro primo bacio) fino al 21/06/08.

Apro il primo, lo leggo, apro il secondo, il terzo....le lacrime si fanno avanti, non riesco a trattenerle. Vengo attirata da un vortice che mi riporta indietro nel tempo e mi vedo in ufficio, ad aspettare con ansia i suoi dieci messaggi al giorno, uno più dolce dell'altro, mille poesie, parole dedicate al nostro amore, al nostro presente e al nostro futuro, un futuro che oggi stiamo vivendo assieme e che non sembra essere mai cambiato. Leggo con avidità più di cento messaggi....

28/11/05
"dolce, quando si sentono i primi richiami del lavoro, l'umore comincia a cambiare...scusa se non sono rimasto ad aiutarti stamattina, colpa mia, troppa foga di arrivare in orario, troppa lentezza nei riflessi...è stato tutto perfetto in questi giorni, è stato bello uscire e fare la spesa per la nostra colazione brussellese, andare a cena e scoprire fra i discorsi quanto siamo in sintonia, bello condividere il nostro primo giorno di neve all'ipercoop, splendido uscire in fattanza e ridere di tutto ciò che ci capita attorno, se potessi desiderare qualcosa, chiederei che tutto questo non conoscesse la parola fine, dopo vedo mio padre, parlerò con lui per scrivere su tutto ciò la parola sempre."

Sì, dopo solo 8 mesi parlavamo già di matrimonio. Siamo andati a convivere dopo un solo mese e abbiamo capito di esserci trovati....rileggere queste parole è stata un'esperienza sconvolgente. E' incredibile come semoplici messaggi, delle lettere, parole scritte nero su bianco riescano a farti rivivere le immagini di ricordi ormai sbiaditi. Ed è stupendo rendersi conto di aver vissuto quegli attimi di amore smisurato mentre 4 anni dopo nulla sembra essere mutato.

16/01/2006
"Sarei curioso anch'io di leggere ciò che t'ho scritto...per ripercorrere i passi che c'hanno portato fino a qui, le immagini sono vive e fanno battere il cuore, noi due su un letto e la paura che arrivi tuo fratello, noi due nudi a nuotare nel mare di Fuerteventura, noi due brilli in un parchetto...sempre noi due...quanto vorrei sfogliare e leggere le pagine che ancora non ci sono, posso comunque immaginarle, noi due in viaggio di nozze, noi due sui cuscinoni della nostra casa a mangiare cibo giapponese, noi due a scegliere il nome di nostro figlio...ti amo davvero tanto..."

Un brivido mi attraversa la schiena....quei due cuscinoni sono lì, nella nostra casa, e diventano i protagonisti delle nostre cenette orientali.....cui ricette provengono proprio dal nostro viaggio di nozze a Bali, un viaggio impossibile da descrivere a parole.....


25/04/2006
"Quando andavo a letto da solo il silenzio mi avvolgeva ed era ciò che mi impediva di dormire in modo sereno, non vi erano voci ad accompagnarmi...una sera le tue labbra hanno cominciato a parlarmi, a sfiorare le mie...da allora quando sono su un palco e canto le mie canzoni assordato dal suono circostante, quando sono sulle dune di un'isola assordato dal vento che soffia nelle mie orecchie, quando sono a lavoro circondato da parole confuse di tecnici agitati, sento solo il suono della tua voce, che dal cuore si materializza nella tua immagine che è sempre viva davanti ai miei occhi..."

Il 26/08/06 ci siamo sposati....i messaggini iniziano a calare pian pianino.......ma splendono con la stessa intensità......

10/04/2008
"Rimane il dolce sapore delle tue labbra, rimane il tuo spirito bambinesco nel riprenderti prima di ogni tuo viaggio, rimane lo sfilarti le mutandine con una mano e con l'altra sentire la pelle liscia fino stenderti sul letto, fare l'amore e il tuo odore che mi ricorda quanto sei femmina...Rimane il nostro caffé di mattina, i mille ricordi che porta quell'aroma e anche dopo 10 minuti di veglia apparente, i tuoi occhi sono il più bel risveglio del mondo. Lo sguardo che porta lontano, da cui riesco a capire tutto di te...Rimane l'ultimo abbraccio per darsi il più possibile l'uno dell'altra, le dita che si sfiorano prima di abbandonarsi, ma ciò non importa perché ho ancora addosso il tuo profumo e mi rimane tutto quello che ho di te proprio addosso, come tu indossi il mio cuore, io indosso il tuo..."

Ho sempre odiato il cellulare ma avevo dimenticato quanto importante fosse stato all'epoca dei nostri messaggini. Sin dall'inizio della nostra storia abbiamo avuto la fortuna di andare a lavoro usando un'unica macchina poiché il percorso ce lo permetteva. I baci sotto il mio ufficio, prima di scendere dall'auto (allora una fiat punto scassata), sono baci che ancora oggi non riusciamo a non regalarci e a rubarci, a volte rendendoci conto di andare troppo oltre a ciò che è lecito rispetto a chi da fuori tutto vorrebbe vedere di prima mattina fuorché certe scene poco pudiche.

I messaggi piano piano si sono azzerati fino a diventare poche frasi via e-mail. Spesso sessuali o scherzose, a volte dolci e romantiche, molto spesso veri e propri litigi via outlook.

L'ultimo sms risale al 21/08/08..ricordo che tornai a lavorare dopo le ferie mentre lui aveva ancora una settimana di cazzeggio...ricordo che passammo le nostre solite settimane al mare, splendide come di consueto ma il rientro si sa, è dura anche per romantici come noi.....specie se vi aspettano mobili da far spolverare e lampadine da far cambiare....

Tutto cambia, anche se il sentimento rimane lo stesso, se la nostra passione continua a bruciare, ammetto con un velo di malinconia che i messaggini pieni di parole zuccherate piano piano si sono trasformati in sms veloci ed ironici......


21/08/2008

"Grazie mille per il buongiorno sergente hartman. Viva le ferie!"

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martedì 3 marzo 2009

Via col Vento......

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, marzo 03, 2009 3 commenti

- Amore andiamo via...
- ancora con questa storia?
- Ma guardati attorno. Non ti senti soffocare? non senti di aver bisogno di cambiare aria, di cambiare vita? di cambiare lavoro?
- No. Io sto bene dove sono. Poi dove vorresti andare? a Fuerteventura da cui sei scappata dopo soli 6 mesi perché ti mancava la città?
- Ma ero più giovane, avevo voglia di vivere ancora altre esperienze....vabbhè poi sono finita in Irlanda e dopo ancora sono atterrata qua (tra l'altro grazie per avermi trattenuta!!! :S)
- appunto! non è la stessa cosa di cui hai bisogno ora? Vivere altre esperienze? tu vorrai vivere altre esperienze ovunque sarai e a qualsiasi età, perché sei proprio fatta così. Una nomade! Quindi che ne so....ora vai a Milano in fiera....non è già un'esperienza? poi siamo andati sul lago di garda due settimane fa...quest'estate saremo in Tunisia....non sono esperienze queste?
- Sei proprio spiritoso! Allora andiamo in Spagna...che ne so Barcellona! tutti quelli che ci si sono trasferiti si trovano bene!
- Certo, e io cosa faccio lì? non so nemmeno parlare lo spagnolo. Poi qui abbiamo una casa, abbiamo un gruppo! come la metti col gruppo? anzi, tu ne hai due! lasci la tua passione così?
- No.....in effetti potremmo aspettare ed andarcene fra un paio d'anni, quando ormai il gruppo per causee di forza maggiore si sarà sciolto... poi comunque... amico mio, tu anche qualche volta esprimi il tuo desiderio di scappare!

- Allora, punto primo, amica mia, non mi chiamare "amico", altrimenti quando la prossima volta mi chiederai se sei figa io ti risponderò "sei carina", seconda cosa chissà come mai sento questa necessità da quando sto con te....forse, dico forse, sei riuscita a farmi il lavaggio del cervello?? ad ogni modo in Spagna no, mi attira molto ma non sarebbe un cambiamento radicale e rischieresti di voler tornare sui tuoi passi, ti conosco.....
- Allora andiamocene lontano! Facciamo come Alessio e Marica...andiamo anche noi in Oriente!
- Amore, l'Oriente è uno spettacolo se ci si va in vacanza, il nostro viaggio di nozze a Bali, i tuoi viaggi di lavoro in Cina, il fascino del Giappone...ma sinceramente....se ti senti soffocare qui a Granarolo dell'Emilia non pensi che in posti come quelli soffriresti di claustrofobia?
- Sì forse hai ragione......è che io sogno un posto che abbia tutto, un mondo inesistente forse, un'utopia.....un paese stupendo che abbia panorami mozzafiato, che abbia il mare (indispensabilissimo!) e spiagge enormi, di tutti i tipi, selvagge, scogliose....un paese che non sia sovrappopolato, che abbia città importanti ma non troppo caotiche, dove fa sempre caldo o dove comunque le temperature invernali non scendano sotto ai 10 gradi ....un paese dove si parli la lingua inglese, dove sia facile integrarsi e magari perché no, dove sia possibile fare anche musica, .... che non siano gli Stati Uniti però!....un paese che ti dia il senso di libertà.....vera libertà.......

- Ecco, il giorno che scoprirai un posto del genere, forse potremmo pensarci seriamente....


tre mesi dopo


-Amore!!! adesso sì che son cazzi tuoi! perché non c'ho pensato prima!!!! hai presente quando i parlavo del posto fatto apposta per noi, dove poter finalmente scappare da qui??


bene, inizia a prepararti psicologicamente perché entro un tempo limite da decidere, togliamo le tende.....in direzione di.....



AUSTRALIA!



(VI AGGIORNEREMO SULLA NOSTRA DECISIONE, INTANTO SONO BENVENUTI CONSIGLI DI OGNI GENERE.......)


venerdì 20 febbraio 2009

F. D. M.

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, febbraio 20, 2009 8 commenti

E' entrare alla coop a 10 km da casa tua con l'intento di fare la spesa causa desolazione di un frigo più vuoto di quando l'hai comprato. Almeno all'epoca c'era il foglietto delle istruzioni..

E' prender due piccoli cesti a rotelle, uno per te e uno per lui e riempirli di generi ortofrutticoli vari (non prima di aver accuratamente pesato e incartellinato tutto) fino a farli strabordare.

E' baciarvi fra gli scaffali del supermercato (questa è una nostra costante che ci insegue da ormai 4 anni), fare gli idioti e vedervi puntati gli occhi incuriositi della gente e andarne pure fieri!

E'girare mano nella mano trainandovi i due cesti e, sprovvisti di una lista che avrebbe senz'altro facilitato la vostra impresa, fermarvi nel bel mezzo dei reparti a parlare di tutt'altro mentre la piccola parte ancora sana di neuroni cerca disperatamente di farvi tornare in mente cosa diavolo siete venuti a fare lì!

E' arrivare alle casse e non voler fare la fila, optare per le nuovissime casse automatiche che tanto non sa usare ancora nessuno.

E' rendervi conto che sono dedicate solamente a chi ha un massimo di 15 articoli e decidere quindi di separarvi e di usarne due.

E' vedere tuo marito che mentre tu sei praticamente alla fase finale dell'acquisto, non ha ancora capito che prima di iniziare a passare gli articoli tramite il codice a barre sullo scanner di lettura ad infrarossi, deve selezionare la lingua italiana sul display.

E' avere un Asiatico dietro di te che ti viene vicino e ti chiede se può passare prima lui cha ha solo due articoli e tu gli spieghi che ormai stai per pagare e lo pregi affinché si metta buono buono in fila ad aspettare!

E' prendere il portafoglio, aprirlo e renderti conto che non c'è il bancomat.

E' girarti verso tuo marito, ancora al quinto articolo da scannerizzare e guardarlo paonazza mentre gli dici "amore, non trovo il bancomat...dammi il tuo".

E' tuo marito che ti risponde "ma cazzo, te l'avevo detto che ho lasciato il portafoglio a casa"!

E' sentire il panico salire, è vedere i 4 sacchetti pieni vicino alla tua cassa automatica con la pseudo-assistente straniera che ti dice "signora, qui ancora tu devi pagare!".

E' risponderle con fare nervoso "eh, ho capito, ma non trovo il bancomat!! me l'avranno rubato!" mentre ti appare un flash di te che lo lasci da decathlon qualche giorno prima e ti daresti un pugno in faccia da sola.

E' vedere la fila che si allunga sempre più, è sudare freddo, è prendere tuo marito da parte e lasciare tutto lì, i suoi articoli ancora nel cesto, i tuoi sacchetti pieni per terra la straniera che ti guarda incazzata.

E' discutere con tuo marito sulla prossima mossa, su come calmarsi e prendere in mano la situazione e mentre cerchi di tornare in te, la straniera ti dà una pacchetta sulla spalla, tu ti giri e lei ti allunga i guanti e la sciarpa che avevi dimenticato nella cesta vuota.

E' defilarti mentre la cassiera si distrae un attimo intenta a raccogliere le vostre cose e a chiamare una sua collega per aiutarla a togliere di mezzo tutto quel casino.

E' sparire sotto gli occhi di tutti quelli che pochi minuti prima vi guardavano incuriositi e con un velo di invidia, perché siete una
bella giovane coppia affiatata...
è pensare a che Figura Di Merda c'avete fatto, mentre salite in macchina, destinazione Mc Donalds. Lì almeno, i 15 euro nel portafoglio vi basteranno.

domenica 15 febbraio 2009

amore

Pubblicato da Micha Soul alle domenica, febbraio 15, 2009 6 commenti

Una panchina sotto ad un portico, lui la sta aspettando. E' il 25 marzo, l'aria è fresca e primaverile, i colori sono luminosi ed accesi. Hanno appuntamento alle 18.00 ma lui è lì già da dieci minuti. Sa quanto lei ami la puntualità. Ormai la conosce da un paio d'anni, la sorella di uno dei suoi più cari amici. Con lei ha scambiato poche parole, molti sguardi, ha conviviso sbornie e palchi, ha parlato di musica e ha discusso sulle loro affinità e differenze in ambito musicale, l'ha fatta ridere, l'ha involontariamente incuriosita con il suo carattere introverso e i suoi testi sofferti. Sorride pensando alle volte in cui prima di andarsene da casa sua, davanti agli altri lei nel salutarlo tentava di rubargli un bacio quando nessuno guardava. Ride quando pensa alla risposta del suo amico quando incredulo gli rivelava quel beffardo tentativo..."lei cerca di baciarti in bocca? ahahah, ma valà vez!!". Sospira pensando a quelle riunioni in cui tutti e quattro sedevano intorno ad un tavolo per parlare della promozione del disco, dei prossimi progetti, di compiti da dividere. Qualla volta in cui lei si assentò per cinque minuti con la scusa di andare in bagno e a lui arrivò quel sms... "ti salterei addosso". Gli manca il respiro quando pensa all'imbarazzo nel leggere quel messaggio davanti al fratello di colei che in quel momento desiderava con tutto se stesso.
Eccola. Oddio quant' è figa, ma che ci faccio qui? no, no, devo parlarle e dirle che non si può proprio fare, è una pessima idea, suo fratello chiude con tutti e due, il futuro del gruppo rischierebbe di essere compromesso, magari vuole solo un'avventura, sì, potremmo anche solo scopare una sera e poi...e poi cosa?? e poi come la guardo dopo e come guardo suo fratello?? se lui lo sapesse finirebbe a botte...senza contare che lei è innamorata di un altro, è appena uscita da una storia difficile, da una convivenza, ma cosa vuole da me? perché sono qui? poi è una donna, cazzo, io non ho la minima idea di quanti uomini abbia avuto e di quante ne abbia viste, ha 27 anni, cinque più di me, ha viaggiato, si è laureata quando mi sono diplomato...quante me ne ha raccontate di quegli anni passati all'università, lei stessa mi ha rivelato di essere difficile, di stufarsi facilmente, di averne combinate di tutti i colori, ha convissuto con un quarantenne, e so che pensa ancora a lui... insomma tutte cose che mi fanno impazzire ma da qui non ne esco intero...ma sì dai, alla fine avrà bisogno di svagarsi un pò, beviamo un bicchiere o due e poi la riporto a casa e amici come prima"

Si salutano, lei lo prende a braccetto e si dirigono verso via del Pratello, scelgono un localino a caso, si siedono ed ordinano la prima birra, poi la seconda, un bicchiere di vino, un secondo...ordinano le friselle al pomodoro e ridono perché lei riesce ad ungersi anche il mignolo...sono lì seduti e parlano, si divertono e raramente riescono a guardarsi negli occhi per più di cinque secondi...affrontano qualsiasi argomento, parlano della loro infanzia, di aprono, si commuovono, iniziano a conoscersi meglio e sono felici di riuscire a parlarsi con così tanta naturalezza. Il tempo scorre ma tutto sembra andare avanti a rallentatore, la temperatura un pò troppo alta, la testa piena di bollicine, le mini-vertigini del buonumore regalate dal vino, una seconda passeggiata, un terzo localino, eccoli seduti davanti ad un portone della piccola via bolognese, a pochi passi gente che brinda, festeggia, urla, balla, un via vai di giovani dai capelli dai mille colori... eccoli guardarsi negli occhi per più di cinque secondi, lei ammette che è meglio lasciar stare, che non è cosa, lui risponde che è perfettamente d'accordo, che sarebbe una stupidaggine, che lei ha solo bisogno di schiarirsi le idee, di chiudere definitivamente con una persona che l'ha annientata, deve ritrovare la sua sicurezza, non nel letto dell'ennesimo capriccio, ma nelle sue capacità, nella sua autostima e mentre lei parla lui la guarda e non resiste, le dice che è bellissima e lei ricambia lo sguardo, risponde timidamente con un grazie, due secondi di silenzio e le loro bocche si incontrano.

Ora sono sposati da due anni e mezzo. Hanno comprato una casa insieme, condividono la loro passione per la musica, litigano animatamente e poche ore dopo fanno pace, ogni tanto escono come quella prima sera, bevono, ridono e si divertono. Subiscono lo stress della quotidianità e la sopprimono con week-end passati tête à tête in baite di montagna o nei bed and breakfast dei più bei paesini Italiani da scoprire insieme...

Ieri era San valentino, lui cantava in un centro sociale, lei a casa disegnava l'armadio a muro per l'antibagno.

Dedico questa storia d'Amore all'uomo che mi ha resa felice nonché una donna finalmente sicura di sè , a colui il quale è riuscito a migliorarmi, a completarmi, a mettermi in gioco. Chissà che non possa dare un pò di speranza a chi nell'amore non ci crede più. A chi non crede nelle favole. Non sono in grado di dare consigli o di creare l'ennesima rubrica che dà le mille risposte su come essere felicemente sposate. Posso solo testimoniare con la mia piccola grande storia d'amore. Nata con impulso e tenuta in vita con intelligenza. Con la consapevolezza che non sarà mai del tutto facile e che nei momenti di crisi quel che conta è ripensare a quei cinque secondi in cui i nostri occhi si sono guardati, parlati, trovati e capiti.

giovedì 5 febbraio 2009

POST-IT

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, febbraio 05, 2009 6 commenti


C'è nessuno???? ok, sto mettendo giù le armi e ho le mani alzate...ora al mio tre vengo verso di voi, non farò scherzi e se vorrete potrete ascoltarmi....







uno ......due ..................tre

Sono sopravvissuta alla mia stessa guerra. L'angelo contro il diavolo, gli ormoni contro la ragione, la donna contro l'infante. Vi chiedo di perdonare un mio momento di impeto, di impulsività.

C'est comme ça. Sono una donna, con i miei alti e bassi. E lo ammetto, sono una grandissima rompiballe durante il periodo premestruale. E' un qualcosa che non riesco a controllare. Mi prende dallo stomaco, sale fino ai mille neuroni impazziti e dico stronzate, faccio stronzate, consapevole di pentirmi molto presto di qualsiasi mia mossa o parola.


La vittima numero uno di questa carneficina non può che essere il mio povero marito (approfitto del post per ricordarvi che sulla colonna di sinistra troverete un pulsantino tramite il quale potrete effettuare una donazione per la salvaguardia dell'uomo paziens). Infatti, se da una parte cerco di contenermi sul lavoro, con gli amici (già son pochi, ci mancherebbe pure che mi sfogassi con loro) e con i genitori (pensate che sarei così poco furba da dar loro un pretesto per farmi la morale e cercare trasformare il mio esaurimento da abbassamento di progesterone in una vera e propria depressione?), LUI e solo LUI diventa il capro espriatorio del mio malessere, anzi, come direbbe l'infante che è in me "il capo ispiratorio" ovvero colui che ispira la mia rottura di palle.

Succede soprattutto quando lui è al volante e io, seduta alla sua destra, con fare sbuffoso, annoiato, triste, malinconico, e molto, molto irritabile, estremamente irritabile, rischio di scatenare litigi degni della guerra dei Rose.
Basta una qualsiasi scintilla, una minuscola, praticamente impercettibile ragione per inacidire l'aria che fino a quel momento sapeva di pace e di tranquillità, di rosa e di vaniglia.

Il telefonino che squilla e lui che risponde. La distanza di sicurezza che non mantiene. Il dosso che non ha visto. Per forza, si è dimenticato di mettere gli occhiali! basta anche solo un suo consiglio che puzza di critica. "Ti stanno venendo vero?"............................


ti stanno venendo vero?


ti stanno venendo vero?

ti stanno venendo vero?


Io non sono una donna violenta e non amo particolarmente alzare la voce ma nella maggior parte dei casi, arrivati a questa frase, finisco per tirar fuori i termini avvocato, valigia, divorzio, bastardo, ti odio.


Chiaramente, entrambi sappiamo che LUI ha ragione, che un essere disgustoso si è impossessato di me, che mi sto trasformando nel mostro di Lockness (che ha anche un nome: si chiama "madness"), siamo entrambi coscienti del fatto che la ragione si è presa le sue consuete ferie mensili e le mie poche risorse umane rimaste hanno deciso di assumere a tempo determinato un lavoratore iperattivo ed incazzoso.

Ma ieri sera amici miei ho avuto un'illuminazione e penso di aver trovato la soluzione a tutto.

Il POST-IT.

Ho deciso che da ora in poi, a partire dal ventesimo giorno del ciclo, inizierò ad andare in giro munita di blocchi enormi di post-it. E così, quando in macchina saliranno quelle mitragliate di frasi dallo stomaco e non mi sarà possibile fermarle, invece di farle proseguire dalla mente alla bocca, verranno deviate in direzione della mano cosicché la mano muoverà il pennarello nero ed inizierà a scrivere frasi brevi, concise, instintive....quasi fossero piccoli frammenti di un elettrocardiogramma impazzito.


"se rispondi a quel telefonino ti ammazzo" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"è inutile che dici dimmi in fretta che sto guidando" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"tanto sai bene che la persona dall'altra parte ti dirà qualcosa di importante" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"e tu farai domande e alla fine ci starai cinque minuti di fila" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"Non puoi semplicemente NON rispondere o dire ti chiamo dopo" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"e poi mettere giù subito??" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"d'altra parte hai degli amici deficenti" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"attentoooo" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"guarda che le strisce pedonali servono ai pedoni per passare" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non per aspettare il momento in cui NON rischieranno di essere messi sotto" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"da uno come te" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"che palle" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non mi chiedere cosa c'ho" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non ho niente" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"ho solo avuto una giornata di merda" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"voglio partire e non tornare più" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non ti sei nemmeno fatto la barba stamattina" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"sempre con ste sigarette" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"mi nausei" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"questa macchina è lurida" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

.....

Dal canto suo, mio marito osserva una donna che scrive su post-it gialli fosforescenti, lo fa con ardore e poi li attacca davanti a sé. Lui parla, si soffia il naso, fuma una sigaretta ed intanto lei prende appunti....La trova sexi nel suo modo di ricordarsi quali siano le cose da fare o da comprare. Nel suo immaginario lei sta scrivendo le mille posizioni sessuali che vorrebbe sperimentare stanotte. E con quanta cattiveria!

La cosa lo diverte e lo incuriosisce...ammazza quanto scrive! alcuni post-it sono pieni zeppi ,la scrittura è troppi piccola. Aspetta aspetta...quello riesco a leggerlo....

sei un incosciente....

.....che cazzo leggi mentre guidi

...che tra l'altro non hai messo gli occhiali

...chissà dove li avrai dimenticati.......


"ma amore" chiede lui..."che diavolo stai facendo?? ma...ma... sono messaggi per me?"


A quel punto tu, donna, disegni un bellissimo smile sull'ultimo post-it rimasto e te lo attacchi in fronte.


Lo guardi, tu seria, il post-it che sorride burlesco, e rispondi "tranquillo amore, mi stanno per venire ma è tutto sotto controllo!".

......



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