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venerdì 9 ottobre 2009

Attacchi di panico e co.

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, ottobre 09, 2009 6 commenti

...ad un certo punto ti inizia a battere il cuore all'impazzata, perdi il senso dell'udito e la vista si fa poco nitida. Quasi non riesci a respirare e pensi quasi sia giunta la tua ora di dire addio a questi trentun anni di vita.

Poi una vocina dentro di te ti implora di alzarti, e di lasciare la stanza. 
Così facendo, l'attacco di panico viene abbandonato fra quelle quattro mura e tu questa volta l'hai fatta franca.

Sarà l'arrivo di un nuovo inverno, sarà un figlio che cerco da due anni senza ombra di successo, sarà la consapevolezza di avere una madre felice a metà, sarà che le mie capacità non trovano sfogo in un lavoro che mi dia soddisfazioni. Sarà sarà sarà. Qualsiasi cosa sia, questa volta sarà difficile da debellare.

Il medico mi ha prescritto dello Xanax, io mi sono recata in farmacia con la ricetta e prima ancora di rivolgermi alla farmacista, ho guardato il foglietto ed ho esclamato "no, scusi, ho sbagliato, torno più tardi...".

Mi sono detta che posso farcela da sola a controllare la mia mente, basta che mi prenda cura di lei.

Sono tornata a casa ed ho scritto la lettera di contestazione in risposta alla lettera di richiamo che mi è stata simpaticamente consegnata a mano martedì 6 ottobre dalla responsabile amministratrice dell'azienda per cui lavoro. Finalmente ho potuto usare l'arma della scrittura per comporre la mia replica dura e sincera ad un atto sgradevole ed irrispettoso verso il lavoro da me svolto in cinque anni per un'azienduccia dei miei coglioni. 

Se avete seguito le puntate precedenti, sarete al corrente del fatto che hanno scoperto un mio file nel pc del centralino che uso durante le mie noiosissime ore di archivio. In realtà quel file era lì per caso, lo trasferii dalla mia chiavetta USB per pubblicarlo sul blog. Ma lo scrissi a casa la sera prima, come ormai faccio da quasi un anno. Scrivo prima di andare a letto, trasferisco il file nella chiavetta e il giorno dopo dal lavoro pubblico il mio post sul blog. Tutto qui. Un gesto rapido ed innocuo.

Un gesto che aimé mi è costato una bruttisima lettera che ha provocato il corto circuito interno dei miei neuroni ed ha innescato una serie di veri e propri attacchi di panico.

Non so se quello che hanno fatto sia davvero legale, non so per quale motivo l'abbiano fatto visto che il mio lavoro viene svolto nel migliore dei modi. 

Ad ogni modo c'è sempre un perché e niente avviene per caso. 

Probabilmente mi stavo infossando in una realtà piccola dalla quale non mi era possibile uscire a causa della mia professionalità. Il fatto che lavorassi per quell'azienda come se fosse mia, facendomi mille scrupoli se un cliente ritardava con i pagamenti, chiamando l'ufficio da casa le (poche) volte in cui ero costretta a letto, chiedendo se tizio caio avesse chiamato, avvisando il mio responsabile delle cose urgenti da fare, chiedendo alla mia collega di controllare la posta onde evitare che la mia malattia potesse recare danni ai clienti.

Per 1100 euro impiegavo otto ore del mio tempo a pensare a come far crescere un'azienda, a come recuperare clienti, nonostante la consapevolezza di non  prendere un solo centesimo di provvigione. Poi è arrivata questa crisi, 9 persone in cassa integrazione, ma il figlio del padrone con la mini nuova di zecca e l'ultimissimo modello di i-phone, il padrone con l'X5 e io con due occhiaie sempre più pronunciate ogni giorno. 

Mi hanno spiegato che sarebbero arrivati tempi duri e che avrei dovuto fare il mio lavoro e quello di una delle ragazze che hanno messo a casa. Non potevo dire di no chiaramente. Per non impazzire del tutto però non nego che qualche giro su internet me lo facevo, fra una twitterata di due minuti, un controllino sul mio mypace per vedere se qualcuno avesse commentato qualche mio brano musicale, un giro di valzer sui siti d'informazione e tutto finiva lì. 
A dir tanto 15 minuti al giorno rubati alle otto ore di lavoro. Senza fare pause caffé. 
Dalle 13 alle 14 (pausa pranzo) dopo aver pranzato, mi occupavo di rileggere e correggere la bozza scritta la sera prima per il blog e la pubblicavo. Ne mandavo una copia via e-mail a mio marito e ne stampavo una per me.

Tutto qui. Niente più. Per il resto, mi occupavo egregiamente del mio lavoro.

Eppure ecco la lettera. Ecco lo schifo. L'ingiustizia, la cattiveria, l'incomprensione.
Sono tornata a casa e ho dato sfogo alla frustrazione formatasi in cinque anni a fare un lavoro che mi fa vomitare. Ho scritto la lettera e l'ho mandata all'azienda per raccomandata. Ho chiesto al dottore quanti giorni potesse darmi per via delle crisi di panico e lui mi ha concesso tre giorni per riposarmi.

Il primo giorno mi sono svegliata con un pò di malinconia, tanti dubbi sulle mia innocenza o colpevolezza. Ho cercato di capire quale alternativa potesse offrirmi Bologna in questo periodo e la risposta è stata "niente". Devi tener botta, mi ha detto il dottore.

Allora mi sono fatta una lunghissima doccia, come a voler sgrassare la mia anima da tutta la rabbia accumulata. Sono uscita dalla doccia come fossi stata battezzata una seconda volta, ma nel nome della libertà. 

Ho messo a posto casa, ho finalmente messo ordine là dove non riuscivo a trovare il tempo per farlo. Ho pulito i vetri, ho sciolto le tende color porpora facendo filtrare attraverso di esse un sole luminosissimo e con i suoi raggi quell'arietta fresca e profumata di campagna. Amo il gioco di colori che riesce a regalarmi un raggio di sole a contatto con un tessuto colorato, non per niente i muri di casa mia sono color senape. Il sottofondo musicale di Bob Marley ha fatto rivivere quei dieci giorni passati in Giamaica un anno fa e io ho ballato, cantato a squarciagola, quasi volessi allontanare i pensieri cattivi, la negatività.

Poi arriva la telefonata. Mi chiama la mia collega e mi chiede quali siano le mie intenzioni. Bastardo, il mio responsabile non ha nemmeno osato farsi sentire. La rassicuro dicendole che lunedì torno ma che per tre giorni ho bisogno di riposo e che nessuno mi rompa le scatole dal lavoro.

Metto giù e vado a vestirmi, esco, il sole mi bacia gli occhi, la fronte, anche le vespe che solitamente mi spaventano, sembrano venirmi di fianco con più discrezione, quasi a volermi solo far compagnia. E questa volta non scappo come è mia abitudine fare.

Mio marito torna dal lavoro e trova una moglie raggiante, profumata ed intenta a preparare un piattino orientale molto appetibile. Dopo cena lui ha un meeting importante per il suo cd, e io mi metto a letto alle 22.30.

Il giorno dopo alle 8.00 sono in piedi e sono un'altra donna. 

Oggi è il terzo giorno e mi sento viva, ho letto, sono stata un pò su internet a fare promozione all'album di mio marito, ho dato l'acqua alle piante, ho passato lo straccio nel terrazzo.
E dello xanax, nessun bisogno.

Adesso mi aspetta il week-end e il mio ritorno in ufficio lunedi. Eppure non ne ho paura. Non DEVO aver paura. Perché da lunedì prossimo io diventerò un'impiegata come tante. Timbrerò il solito cartellino alle 8.30 ed uscirò alle 17.30 puntuali. Farò il mio lavoro con calma e tranquillità, senza mai stressarmi e ripetendo a me stessa "fai quello che riesci a fare, e se non riesci a fare tutto oggi, lo farai domani, non ti corre dietro nessuno. Possono mandarti una lettera di richiamo per aver usato impropriamente i beni aziendali, ma non possono farlo perché non ti ammazzi di lavoro". 
Ecco, una specie di mantra da ripetere incessantemente nella mia testa.

Alcuni giorni, porterò con me il mio MacBook sul quale scriverò un post durante la pausa pranzo e lo pubblicherò la sera da casa.

Uscirò dal lavoro riposata e con le energie utili per portare avanti le mie passioni, per occuparmi della mia casa e di mio marito.

So che questa situazione non durerà in eterno, che prima o poi qualcosa cambierà, la crisi passerà e ci saranno più opportunità lavorative. O che mio marito si convincerà a schiodarsi da questo paese a seguito del mio brainstorming quotidiano e ci trasferiremo finalmente in Australia.

E se proprio prima di andare a letto alcuni brutti pensieri si impossesseranno di me, non chiederò aiuto allo Xanax, ma ad un libro, ad un pezzo jazz, ad un bicchiere di vino rosso e perché no, alla nostra grandissima santa maria.

venerdì 2 ottobre 2009

cresce la fobia per l'influenza suina........

Pubblicato da Micha Soul alle venerdì, ottobre 02, 2009 2 commenti

...... semplicemente esilarante.

(grazie precog 84!)

giovedì 19 febbraio 2009

La risposta in un film da oscar

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, febbraio 19, 2009 9 commenti


Questo blog inizialmente è stato concepito per parlare di me stessa, del mio percorso di vita con mio marito, di musica e di quanto le parole possano scuotere l'anima.
Mi ero promessa di non parlare di politica, né di affrontare tematiche di attualità, e ancor meno di dare la mia opinione su polemiche di varia natura sbandierate già abbastanza dai media.

Ma questa piccola eccezione è d'obbligo. Vorrei parlarvi della mia indignazione nei confronti di chi si spaccia per uno psicanalista da quattro soldi, parla di Freud e racconta la storiella (secondo lui a lieto fine) del suo amico gay guarito dalla "frociaggine".
Poi ci penso e mi dico meglio non andare avanti perché chiunque abbia anche solo un briciolo di buon senso penserà che questo testo si commenta da solo:


LUCA ERA GAY
INTRO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo,

1° STROFA:
Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che
se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo
argomento è diviso, non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio
passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle
sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo ma i a parlare stava fuori
tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre
disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

2° STROFA:
sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le
cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la
pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi
fece tremare il cuore ed è lì che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore si
con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio
il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi
lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per
non tradire mia madre

2° RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo ,

SPECIAL:
Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci
tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi
ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi
mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma
adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

RITORNELLO FINALE:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo



Oltre a trovare il suddetto testo stilisticamente banale, concettualmente stupido, infantile ed ignorante, non concepisco e condanno la possibilità data al suo autore di recitarlo in mondovisione nel contesto di una manifestazione nazionale cui unico scopo dovrebbe essere quello di rappresentare e premiare la migliore canzone Italiana gareggiando tra le canzoni più rappresentative di questo paese fatto d'amore, di sole, di pasta e mandolino...
Non dico che dovremmo aspettarci l'ennesimo brano strappalacrime, l'ennesima ballade giorgiana, l'ennesima canzonetta napoletana, benvengano le novità, la ricerca di sonorità attuali e qualitativamente più mature, benvengano i testi particolari, le figure retoriche (ma non la retorica), benvenga l'ironia e la leggerezza per dar spazio alle qualità vocali di un interperete.
Ma questo brano no. Non è accettabile.

Perchè? molti di voi si chiederanno "ma cosa c'è di male?" cosa c'è di male???

Bene, la risposta l'avrete con questo film, che io consiglio vivamente a TUTTI.

In programmazione nelle sale questa settimana e speriamo anche la prossima. Non cercatelo nel Multisala vicino a casa vostra, troppo pieno di film davvero di gran spessore quali Italians, ex e compagnia bella. Lo troverete nei cinema di una volta, di quelli nascosti in stradin isolate nel centro della vostra città.

Questo film , diretto da un regista del calibro di Gus Van Sant (vedi Will Hunting - Genio ribelle a altri film che troverete in questa filmografia), è involontariamente una risposta al brano di Povia. Una risposta che non lascia spazio ad altri commenti.

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giovedì 29 gennaio 2009

Medicina e ricerca

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, gennaio 29, 2009 5 commenti


Dal corriere della Sera:

Il senso del ritmo si manifesta nei bambini prima di quanto si pensasse. Un team di ricercatori internazionali ha osservato le reazioni del cervello di un gruppo di bebè di due o tre giorni di vita per mezzo della risonanza magnetica e ha scoperto che i neonati riuscivano a seguire in modo coerente il ritmo della musica, reagendo quando la si interrompeva.

LO STUDIO - Per lo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, sono stati esaminati 14 piccolissimi. Gli scienziati hanno osservato nel loro cervello un'attività elettrica simile a quella delle rispettive 14 madri (che li tenevano in braccio) esaminate simultaneamente durante una seduta in cui è stata suonata musica con un forte ritmo. Le risonanze magnetiche al cervello hanno rivelato che i bebè seguivano il ritmo e, come chiunque ascolti della musica, hanno cominciato ad anticipare le note, aspettandosi che il batterista continuasse con lo stesso ritmo e reagendo se invece si interrompeva.

CONSEGUENZE - La scoperta potrebbe cambiare il modo in cui i medici considerano le abilità musicali dei bambini, ha dichiarato un o degli autori dello studio, Istvan Winkler della Hungarian Academy of Sciences di Budapest. Molti ricercatori hanno finora pensato che i bambini imparino la musica ascoltando gli adulti, ma la nuova ricerca suggerisce che il ritmo potrebbe essere un'abilità innata, «già scritta nel cervello umano». E sarebbe una qualità prettamente umana: non dipenderebbe dal fatto di sentire il battito del cuore della mamma o la sua voce quando il feto è ancora nell'utero. I ricercatori fanno infatti notare che i primati a noi più vicini, gli scimpanzè, sentono anch'essi il battito del cuore materno prima di nascere, e tuttavia non hanno il senso del ritmo.


Mie personali osservazioni:

Ci voleva uno studio per arrivare a tale conclusione?? Ne conosco solo io di persone che non hanno il senso del ritmo? Eppure fino a prova contraria, tutti sentiamo il battito della nostra mamma e questo battito dovrebbe avere un ritmo ben preciso e ben scandito.......

Sono sempre stata dell'idea, anche senza mai aver portato avanti alcuno studio, che le abilità musicali fossero scritte nel corredo cromosomico.

Non a caso, il padre del mio bisnonno emigrò in America dove divenne un musicista di Broadway, il mio bisnonno ha suonato la chitarra fino a 98 anni. Mio nonno suona la fisarmonica, mio zio è un bravissimo pianista, mia madre e mio padre cantano....mia nipote a 2 anni balla seguendo il ritmo di qualsiasi tipo di brano ed io e mio fratello della musica abbiamo fatto un secondo lavoro.

Io mi chiedo a questo punto, ma quanto tempo e soldi avranno sprecato questi studiosi? Dedicare questo stesso tempo e denaro ad una ricerca più "utile", no?

Che ne so, ad esempio alla ricerca di una cura che possa guarire una malattia degenerativa chiamata SLA (sclerosi laterale amiotrofica)!

Ebbene sì, questo mio sfogo, forse esagerato, sicuramente esasperato, semplicemente mirato ad attirare l'attenzione di chiunque possa aiutare colei che considero "mia sorella", ha origini da un fatto che ha stravolto la mia vita in questi ultimi giorni:

Il padre di questa persona per me importantissima sembra sia affetto da questa malattia. Un uomo di sessant'anni che solo pochi mesi fa conduceva una vita normalissima, tra lavoro, nipoti, figli. Un bell'uomo, tra l'altro. La diagnosi è stata fatta pochi giorni fa e siamo ancora sotto shoc. Stiamo cercando qualsiasi sito possa fornirci soluzioni a riguardo ma sembra che, come gli hanno risposto tutti i medici finora visitati (dai più costosi ed insensibili ai più professionali e speranzosi), "non ci sia più nulla da fare".

Questa malattia è stata scoperta nel 1860 e ad oggi non sono state TROVATE CURE che funzionino. Non si conoscono le cause di tale malattia e nessun test può fornire una diagnosi definitiva di SLA.
Ti dicono solo che hai pochi mesi di vita, o forse due anni, se ti va bene sette. Sul come te lo dicono, non vale la pena spendere una parola di più...

Poi ti lasciano lì. Abbandonato a te stesso. Con tua figlia che smette di vivere per girarsi tutti i medici d'Italia alla ricerca di chiunque possa salvare suo padre.
Intanto però abbiamo scoperto che il senso del ritmo in un essere umano è innato.
E io, con andamento adagio e ritmo incalzante, non posso che intonare un bel

VAF-FAN-CU-LO!
____________________
(chiunque potesse aiutarmi a tal proposito, mi contatti. Per favore.)

martedì 13 gennaio 2009

Il grande bordello

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, gennaio 13, 2009 3 commenti


Grazie a Dio, ieri l’ho scampata. Alle 21.15, mentre iniziava l’ennesimo GF, io ero davanti ad una pizza a casa di una mia amica che non ha la televisione. Sì, un mito! Al suo posto, uno stereo che suonava Otis Redding.
Ho passato una bellissima serata ad ascoltare i suoi aggiornamenti, alcuni passi della sua vita che non mi aveva mai raccontato, a scambiarci pareri, a ridere dei personaggi strani che ci contattano su myspace, mi ha fatto scoprire il mondo di Pet Society che sebbene mi volesse convincere che è una “figata” io mi rifiuto di entrarne a far parte, anche per consapevolezza che ne rischierei la dipendenza con conseguente licenziamento dal lavoro.
Non abbiamo parlato del conflitto Israele-Palestina, non abbiamo trattato argomenti tristi ma abbiamo parlato di vita, di destino, di lavoro, di ambizioni, di forza per rimboccarsi le maniche, di creatività, di coppia, di saldi e di quanto poco tempo abbiamo avuto per sfruttarli.
L’ho invitata a leggere questo blog, spiegandole che per il momento è l’unica mia attività che uso come valvola di sfogo. Non mi è sembrata particolarmente felice della mia scelta, e ho letto nei suoi occhi la disapprovazione per essermi fermata con la creatività musicale. Ho messo le mani avanti e le ho spiegato che è solo un periodo, una pausa. L’inverno richiama il mio letargo e non riesco a combattere la mia pigrizia. Scrivere su un blog è facile, ci riversi le tue parole, le tue frustrazioni, esprimi le tue gioie, lo usi come terapia d’urto. Mi ha chiesto se lo sto pubblicizzando o se in qualche modo io abbia dei riscontri positivi. Le ho risposto che il tempo per pubblicizzarlo è poco e i mezzi quasi inesistenti per un blog del genere. Non sono sognatrice a tal punto di pensare di vivere con un blog o di farne una questione di fama o di lucro. Non ho creato una paginetta rosa con due pulcini che si scambiano effusioni d’amore per avere conferme, approvazioni né per essere giudicata o criticata per quello che scrivo. Lo faccio per ammazzare il tempo, per svuotarmi dei pensieri, per creare quella sorta di Diario delle confessioni che non sono mai riuscita a creare nella vita reale. Lo faccio per disegnare la mia vita e riempirla dei colori che più mi piacciono. Esasperando certi aspetti e sminuendone altri.
Mentre parlavamo del mio blog, della sua professione invidiabile, delle nostre preoccupazioni e del fatto che pare che il 2009 sia il segno dell’acquario e quindi il nostro anno, via etere stavano dando il programma più sciocco, cretino, babbeo, scriteriato, insulso, tonto, deficiente, insensato, idiota, balordo, stolto, stolido, scimunito, scemo, imbecille, ebete (ecco tutti o quasi i sinonimi della parola “stupido” trovato online su sapere.it) che abbiano mai inventato. O per lo meno, l’idea di fondo potrebbe essere interessante, quell’idea all’origine, ispirata dall’omonimo libro di Orwell, ma il suo declino anno dopo anno, l’ostentazione di questa vetrina degli orrori, delle volgarità, dell’ignoranza…uno schiaffo in faccia a chi vorrebbe una televisione di qualità, a chi vorrebbe godere di intrattenimento intelligente e in un certo modo utile ad un’apertura mentale.
Spero esista ancora da qualche parte in Italia qualche personaggio singolare (quanto vorrei essere io!!) che a questa mia affermazione si chieda di che programma si tratti. Ebbene, si tratta di una trasmissione che ha reso popolari e (nella maggior parte dei casi) ben stipendiati, personaggi inutili, fatta eccezione per qualche rara persona che ha trovato invece in questo programma un modo per dimostrare il proprio valore o di dare una svolta ad una vita piena di difficoltà, andando però poi incontro ad altre peggiori. Nella maggior parte dei casi, vengono puntate delle telecamete su personaggi vuoti ed incapaci. Belli, per carità, spesso fisicamente bellocci. Ma soprattutto assetati di popolarità, cui maggiore aspirazione nella vita è quella di venir immortalati “di sorpresa” dai paparazzi più infami costretti a fare il loro gioco per portarsi il pane a casa.
Se io fossi un fotografo costretto ad abbassarmi a tanto per sopravvivere nel mondo della fotografia, bhè, al posto della macchina fotografica userei unfucile semi automatico a canna rinculante. Non me ne vogliate per questa violenza verbale, in realtà esprimo una mia opinione ampliata all’ennesima potenza, sono incapace di odiare anche il mio peggior nemico, che per il momento spero non esista, ma un sentimento chiamato rabbia si impossessa di me quando penso a tutta questa superficialità. Da una parte un programma come il grande fratello, dall’altra guerre, problemi politici, internazionali, crisi economiche, problemi ambientali gravi, violenza sui bambini, sugli animali, sulle donne. Da una parte ricchezza eccessiva e lusso smoderato, dall’altra povertà, famiglie che vivono con 1000 euro al mese, operai che muoiono sul lavoro. Lo so, sono le solite riflessioni banali le mie. Banali e scontate. Ma mai quanto ciò che passano in quella maledetta televisione. Dicono “ma sì, dai, svaghiamoci ogni tanto! Non ci si può mica deprimere pensando solo ai mali del mondo!”. No certo, non pensiamo ai mali del mondo ma pensiamo piuttosto ad ammirare tette e culi, ad imparare fino a quanto una donna possa risultare oca, assimiliamo gli errori grammaticali più agghiaccianti che riducono la lingua italiana ad una misera formula soggetto+verbomalconiugato+oggettoincomprensibile
+aggettivoinesistente+parolacazzo.

Non indignamoci e non meravigliamoci se poi un Edoardo Costa sfrutta le associazioni umanitarie, le azioni a scopo benefico, la bontà della gente e la sua volontà di donare pochi soldi risparmiati in beneficenza per aiutare i più bisognosi, per una causa ben più grande:



Diventare il più figo del mondo e il padrone dell'universo!
Dio, Giove, questi non saranno nessuno quando quest'uomo si trasformerà in super-saian!!

____________________________________
Eppure una domanda a cui non riesco dare risposta, sorge spontanea: le generazioni cambiano e quindi dovremmo poter auspicare un miglioramento, un cambiamento in positivo verso un mondo migliore no? Eh sì, perché se ciò che sto scrivendo in questo momento è un pensiero comune, un domani i miei figli la penseranno come me e i vostri anche, giusto? . I bimbi di oggi sono gli adulti di domani così come i cretini che popolano questo mondo oggi sono i bambini di ieri……allora mi chiedo perché andiamo peggiorando????

lunedì 22 dicembre 2008

Eddai NO! (parte 2)

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, dicembre 22, 2008 9 commenti

Stavo tranquillamente facendo una passeggiata all'Euromercato di Casalecchio di Reno con mia cognata. Girando per le bancarelle, in cerca degli ultimi regali-pensierini per le colleghe, finisco per sbaglio, spinta dalla corrente di folla, davanti ad una culla posata su un tavolo, nella quale c'era un neonato. Oddio!! sembra vero ma non lo è!! ma cos'è? Aiuto! Avete presente l'incubo di Shrek in Shrek Terzo??? Ebbene, quattro tavoli disposti a quadrato pieni di neonati finti, ognuno con il proprio body, con la propria espressione, una cosa trashissima! In mezzo, i due venditori, un uomo e una donna che sembravano usciti dal film Motel, sudati e dallo sguardo assassino. Lei ne teneva in braccio uno e lo dondolava come per fargli fare il ruttino. Impressionante, se non fosse stato per lo sguardo inanimato del piccolo, l’avrei preso per un bambino vero, ogni minimo dettaglio era così perfetto da chiedersi con quanta passione deviante avessero ricostruito dei neonati-bambole così ben fatti da sembrare veri. Non ho osato toccarli ma ho scattato qualche foto (che aggiungerò stasera), pensando al blog e a quello che ho scritto QUI.
A riprova che non sono io la fissata: qualcosa è cambiato realmente.
Non sono io la pazza, ma LORO.
Cosa ne pensate?

sabato 20 dicembre 2008

Eddai no!

Pubblicato da Micha Soul alle sabato, dicembre 20, 2008 2 commenti
Notizia dell'ultima ora:

Stavo feissbuccando tranquillamente quando sulla destra tra i vari annunci pubblicitari mi appare QUESTO!!!!


A riprova di quanto detto qui .....


Non aggiungo altro.

Ah si, menomale che inizia Zelig.
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