giovedì 5 febbraio 2009

POST-IT

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, febbraio 05, 2009 6 commenti


C'è nessuno???? ok, sto mettendo giù le armi e ho le mani alzate...ora al mio tre vengo verso di voi, non farò scherzi e se vorrete potrete ascoltarmi....







uno ......due ..................tre

Sono sopravvissuta alla mia stessa guerra. L'angelo contro il diavolo, gli ormoni contro la ragione, la donna contro l'infante. Vi chiedo di perdonare un mio momento di impeto, di impulsività.

C'est comme ça. Sono una donna, con i miei alti e bassi. E lo ammetto, sono una grandissima rompiballe durante il periodo premestruale. E' un qualcosa che non riesco a controllare. Mi prende dallo stomaco, sale fino ai mille neuroni impazziti e dico stronzate, faccio stronzate, consapevole di pentirmi molto presto di qualsiasi mia mossa o parola.


La vittima numero uno di questa carneficina non può che essere il mio povero marito (approfitto del post per ricordarvi che sulla colonna di sinistra troverete un pulsantino tramite il quale potrete effettuare una donazione per la salvaguardia dell'uomo paziens). Infatti, se da una parte cerco di contenermi sul lavoro, con gli amici (già son pochi, ci mancherebbe pure che mi sfogassi con loro) e con i genitori (pensate che sarei così poco furba da dar loro un pretesto per farmi la morale e cercare trasformare il mio esaurimento da abbassamento di progesterone in una vera e propria depressione?), LUI e solo LUI diventa il capro espriatorio del mio malessere, anzi, come direbbe l'infante che è in me "il capo ispiratorio" ovvero colui che ispira la mia rottura di palle.

Succede soprattutto quando lui è al volante e io, seduta alla sua destra, con fare sbuffoso, annoiato, triste, malinconico, e molto, molto irritabile, estremamente irritabile, rischio di scatenare litigi degni della guerra dei Rose.
Basta una qualsiasi scintilla, una minuscola, praticamente impercettibile ragione per inacidire l'aria che fino a quel momento sapeva di pace e di tranquillità, di rosa e di vaniglia.

Il telefonino che squilla e lui che risponde. La distanza di sicurezza che non mantiene. Il dosso che non ha visto. Per forza, si è dimenticato di mettere gli occhiali! basta anche solo un suo consiglio che puzza di critica. "Ti stanno venendo vero?"............................


ti stanno venendo vero?


ti stanno venendo vero?

ti stanno venendo vero?


Io non sono una donna violenta e non amo particolarmente alzare la voce ma nella maggior parte dei casi, arrivati a questa frase, finisco per tirar fuori i termini avvocato, valigia, divorzio, bastardo, ti odio.


Chiaramente, entrambi sappiamo che LUI ha ragione, che un essere disgustoso si è impossessato di me, che mi sto trasformando nel mostro di Lockness (che ha anche un nome: si chiama "madness"), siamo entrambi coscienti del fatto che la ragione si è presa le sue consuete ferie mensili e le mie poche risorse umane rimaste hanno deciso di assumere a tempo determinato un lavoratore iperattivo ed incazzoso.

Ma ieri sera amici miei ho avuto un'illuminazione e penso di aver trovato la soluzione a tutto.

Il POST-IT.

Ho deciso che da ora in poi, a partire dal ventesimo giorno del ciclo, inizierò ad andare in giro munita di blocchi enormi di post-it. E così, quando in macchina saliranno quelle mitragliate di frasi dallo stomaco e non mi sarà possibile fermarle, invece di farle proseguire dalla mente alla bocca, verranno deviate in direzione della mano cosicché la mano muoverà il pennarello nero ed inizierà a scrivere frasi brevi, concise, instintive....quasi fossero piccoli frammenti di un elettrocardiogramma impazzito.


"se rispondi a quel telefonino ti ammazzo" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"è inutile che dici dimmi in fretta che sto guidando" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"tanto sai bene che la persona dall'altra parte ti dirà qualcosa di importante" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"e tu farai domande e alla fine ci starai cinque minuti di fila" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"Non puoi semplicemente NON rispondere o dire ti chiamo dopo" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"e poi mettere giù subito??" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"d'altra parte hai degli amici deficenti" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto



"attentoooo" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"guarda che le strisce pedonali servono ai pedoni per passare" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non per aspettare il momento in cui NON rischieranno di essere messi sotto" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"da uno come te" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"che palle" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non mi chiedere cosa c'ho" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non ho niente" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"ho solo avuto una giornata di merda" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"voglio partire e non tornare più" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"non ti sei nemmeno fatto la barba stamattina" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"sempre con ste sigarette" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"mi nausei" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

"questa macchina è lurida" stacco il post-it e lo appiccico sul cruscotto

.....

Dal canto suo, mio marito osserva una donna che scrive su post-it gialli fosforescenti, lo fa con ardore e poi li attacca davanti a sé. Lui parla, si soffia il naso, fuma una sigaretta ed intanto lei prende appunti....La trova sexi nel suo modo di ricordarsi quali siano le cose da fare o da comprare. Nel suo immaginario lei sta scrivendo le mille posizioni sessuali che vorrebbe sperimentare stanotte. E con quanta cattiveria!

La cosa lo diverte e lo incuriosisce...ammazza quanto scrive! alcuni post-it sono pieni zeppi ,la scrittura è troppi piccola. Aspetta aspetta...quello riesco a leggerlo....

sei un incosciente....

.....che cazzo leggi mentre guidi

...che tra l'altro non hai messo gli occhiali

...chissà dove li avrai dimenticati.......


"ma amore" chiede lui..."che diavolo stai facendo?? ma...ma... sono messaggi per me?"


A quel punto tu, donna, disegni un bellissimo smile sull'ultimo post-it rimasto e te lo attacchi in fronte.


Lo guardi, tu seria, il post-it che sorride burlesco, e rispondi "tranquillo amore, mi stanno per venire ma è tutto sotto controllo!".

......



martedì 3 febbraio 2009

Crisi da blogger fallita

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, febbraio 03, 2009 6 commenti

Ho creato questo blog perché amo scrivere.
Ho dato vita a questa paginetta rosa perché amo condividere le esperienze con altri esseri umani dotati di curiosità.
Amo quando la gente “si fa i fatti miei”, perché ne hanno avuto il mio consenso e do loro il modo di conoscere il lato di me che ha bisogno di essere scoperto.
Non amo particolarmente le telecamere ma amo la fantasia dell’essere umano che nelle mie parole disegna una realtà immaginaria.
Amo raccontare di me, della mia vita, di questo viaggio chiamato vita, matrimonio, passione e, forse un giorno, maternità.
Ho creato Love Plugs per creare un contatto fra me e l’universo virtuale, fra me e il miliardo di bloggers che navigano in queste mie stesse acque.
Ho dedicato tempo prezioso a rendere questa paginetta un posto carino in cui venire a leggere pensieri, aneddoti simpatici, informazioni varie, per ascoltare della buona musica, per offire un po’ di svago, un po’ di me.

Eppure, a distanza di qualche mese mi rendo conto che non ha molto senso.
Non sono mai stata capace di andare verso una sola direzione e la mia intenzione iniziale, ovvero quella di parlare di AMORE, piano piano si è trasformata in mille argomenti “poco attinenti”. Così sembrebrebbe agli occhi di un lettore poco attento..
In realtà vi è attinenza all’amore quando vesto i panni del mio cane Ulisse, quando parlo della dura convivenza, quando parlo di crisi d’identità, quando parlo di amore per uno stivale (ok, ammetto che l’argomento è alquanto superficiale eppure constato a malincuore che quel post è quello più letto e commentato), quando parlo della mia famiglia e quando apro un post sul mio compleanno.

Diciamoci la verità, che scopo ha un blog se non quello di essere interessante per chi lo legge? Perché i tanti blog di mamme o neo-mamme sono letti, straseguiti e commentati? Perché sono utili per scambiarsi le proprie esperienze in materia di maternità.
Quelli opinionistici e di informazione? Perché danno spazio a dibattiti vari.
Quelli spiritosi e leggeri attirano i lettori perché la gente ha bisogno di svago.
Il mio blog tende ad essere un po’ tutto e un po’ niente.
Come la sua ideatrice. Un caledoscopio dalle mille sfumature di colore. Io sono così, non sono SOLO una moglie, non sono SOLO una donna appassionata di poesia, di musica e di arte, non sarò mai solo una MADRE, sono una DONNA che gode di tutto ciò che la vita le offre.
Rido, piango, sono spiritosa ma per certi versi permalosa, aperta e generosa, ma anche testarda ed egocentrica.

Ammetto che non so cosa ne sarà di questo blog. Il mio intento sembra essere fallito. Che idea stupida quella di raccontare di me e della mia vita un po’ speciale…… in fin dei conti, “l’impresa eccezionale è di essere normali” no?

Dai ci proverò. E quando ci sarò riuscita aprirò un blog più interessante.


(PS. chiedo scusa per lo sfogo, sono in fase quasi mestruale)

lunedì 2 febbraio 2009

31

Pubblicato da Micha Soul alle lunedì, febbraio 02, 2009 2 commenti

Ieri, 1 Febbraio 2009, era il mio compleanno.
Ho festeggiato la fine del mio trentunesimo anno di vita.
31.
Qualche ruga in più intorno agli occhi, una fede ancora saldata all’anulare della mano sinistra, un forte desiderio di maternità che diventa sempe meno gestibile nonché un’esigenza sempre più impellente. Questo è ciò che caratterizza la donna che sono oggi, a 31 anni. Ma diciamoci la verità, tutto il resto è rimasto a 13.

Il primo giorno del mio trentaduesimo anno, l’ho passato con la mia famiglia nella mia tanto amata Castiglioncello, rinunciando al concerto a Milano dei Tower of Power di venerdi scorso (una rinuncia molto sofferta), e scampando ad ad una festa a sorpresa qui a Bologna con tanto di sbornia in discoteca e di cubisti pronti ad urlare il mio nome (un incubo!!!).

L’ho fatto perché per me festeggiare il compleanno non ha senso se non in compagnia dei miei nonni ormai quasi ottantenni ma più arzilli e vivi di me. Loro che sono le mie due colonne portanti, l’equilibrio della mia vita.
Non ha senso festeggiare il mio compleanno se non in compagnia di mia madre. Lei, MAMMA. Solare, premurosa, a volte triste e fragile, a volte un ciclone di allegria. Non avrebbe avuto lo stesso significato se non l’avessi passato col mio caro zione quarantatreenne, mio maestro di vita, mio modello da imitare in quanto ad amore per arte, musica, cultura ed estetica.

Non è una festa di compleanno senza aver vicino mio fratello. Colui con il quale sono cresciuta, ho vissuto ogni secondo della mia vita, ho condiviso una casa, una cameretta, un posto a sedere sul pullman per la scuola, i litigi, le confessioni, i pianti, i problemi famigliari, colui che quando a 18 anni lasciai Bruxelles per trasferirmi in Italia, si rinchiuse una settimana in quella che era la mia cameretta e pianse fino a terminare le sue lacrime da tredicenne troppo maturo. Colui che 5 anni dopo mi raggiunse in Italia per accorciare le distanze anche se poco dopo io fuggii una volta ancora e abbandonai l’Italia per l’Irlanda. Colui che prima ancora, gestì un internet café alle Canarie con la sottoscritta, impegnandosi a farmi diventare una brava cameriera e a farmi notare i miei errori, talvolta in modo severo ed impietoso, affinché potessi diventare una brava piccola imprenditrice tenace e coraggiosa. Colui il quale dopo la mia fuga dall’Irlanda, raccolse da terra i mille pezzetti del mio cuore distrutto, li riattaccò piano piano tenendomi con sé a Bologna, colui che mi fece tornare il sorriso e in poco tempo mi rese la donna che sono oggi.
Colui con il quale, insieme a mio marito, giriamo il Bel Paese per andare a suonare e col quale finisco puntualmente a litigare su chi deve guidare.
Colui che abita a soli 3 km da me e con cui gioco a fare la lotta sul lettone sotto gli occhi divertiti della mia nipotina, sua figlia.

No, non avrebbe senso una festa di compleanno senza di lui e senza la sua compagna di vita che a soli 23 anni ha dato alla luce la nostra Vera. Questo piccolo angioletto che ieri, a soli 2 anni e 3 mesi, dopo avermi portato il regalino ed avermi abbracciata e baciata con tutta la forza degna di una bambina affettuosissima, mi ha detto “ti boglio bene tati! Tantaturi!!” .
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