giovedì 29 gennaio 2009

Medicina e ricerca

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, gennaio 29, 2009 5 commenti


Dal corriere della Sera:

Il senso del ritmo si manifesta nei bambini prima di quanto si pensasse. Un team di ricercatori internazionali ha osservato le reazioni del cervello di un gruppo di bebè di due o tre giorni di vita per mezzo della risonanza magnetica e ha scoperto che i neonati riuscivano a seguire in modo coerente il ritmo della musica, reagendo quando la si interrompeva.

LO STUDIO - Per lo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, sono stati esaminati 14 piccolissimi. Gli scienziati hanno osservato nel loro cervello un'attività elettrica simile a quella delle rispettive 14 madri (che li tenevano in braccio) esaminate simultaneamente durante una seduta in cui è stata suonata musica con un forte ritmo. Le risonanze magnetiche al cervello hanno rivelato che i bebè seguivano il ritmo e, come chiunque ascolti della musica, hanno cominciato ad anticipare le note, aspettandosi che il batterista continuasse con lo stesso ritmo e reagendo se invece si interrompeva.

CONSEGUENZE - La scoperta potrebbe cambiare il modo in cui i medici considerano le abilità musicali dei bambini, ha dichiarato un o degli autori dello studio, Istvan Winkler della Hungarian Academy of Sciences di Budapest. Molti ricercatori hanno finora pensato che i bambini imparino la musica ascoltando gli adulti, ma la nuova ricerca suggerisce che il ritmo potrebbe essere un'abilità innata, «già scritta nel cervello umano». E sarebbe una qualità prettamente umana: non dipenderebbe dal fatto di sentire il battito del cuore della mamma o la sua voce quando il feto è ancora nell'utero. I ricercatori fanno infatti notare che i primati a noi più vicini, gli scimpanzè, sentono anch'essi il battito del cuore materno prima di nascere, e tuttavia non hanno il senso del ritmo.


Mie personali osservazioni:

Ci voleva uno studio per arrivare a tale conclusione?? Ne conosco solo io di persone che non hanno il senso del ritmo? Eppure fino a prova contraria, tutti sentiamo il battito della nostra mamma e questo battito dovrebbe avere un ritmo ben preciso e ben scandito.......

Sono sempre stata dell'idea, anche senza mai aver portato avanti alcuno studio, che le abilità musicali fossero scritte nel corredo cromosomico.

Non a caso, il padre del mio bisnonno emigrò in America dove divenne un musicista di Broadway, il mio bisnonno ha suonato la chitarra fino a 98 anni. Mio nonno suona la fisarmonica, mio zio è un bravissimo pianista, mia madre e mio padre cantano....mia nipote a 2 anni balla seguendo il ritmo di qualsiasi tipo di brano ed io e mio fratello della musica abbiamo fatto un secondo lavoro.

Io mi chiedo a questo punto, ma quanto tempo e soldi avranno sprecato questi studiosi? Dedicare questo stesso tempo e denaro ad una ricerca più "utile", no?

Che ne so, ad esempio alla ricerca di una cura che possa guarire una malattia degenerativa chiamata SLA (sclerosi laterale amiotrofica)!

Ebbene sì, questo mio sfogo, forse esagerato, sicuramente esasperato, semplicemente mirato ad attirare l'attenzione di chiunque possa aiutare colei che considero "mia sorella", ha origini da un fatto che ha stravolto la mia vita in questi ultimi giorni:

Il padre di questa persona per me importantissima sembra sia affetto da questa malattia. Un uomo di sessant'anni che solo pochi mesi fa conduceva una vita normalissima, tra lavoro, nipoti, figli. Un bell'uomo, tra l'altro. La diagnosi è stata fatta pochi giorni fa e siamo ancora sotto shoc. Stiamo cercando qualsiasi sito possa fornirci soluzioni a riguardo ma sembra che, come gli hanno risposto tutti i medici finora visitati (dai più costosi ed insensibili ai più professionali e speranzosi), "non ci sia più nulla da fare".

Questa malattia è stata scoperta nel 1860 e ad oggi non sono state TROVATE CURE che funzionino. Non si conoscono le cause di tale malattia e nessun test può fornire una diagnosi definitiva di SLA.
Ti dicono solo che hai pochi mesi di vita, o forse due anni, se ti va bene sette. Sul come te lo dicono, non vale la pena spendere una parola di più...

Poi ti lasciano lì. Abbandonato a te stesso. Con tua figlia che smette di vivere per girarsi tutti i medici d'Italia alla ricerca di chiunque possa salvare suo padre.
Intanto però abbiamo scoperto che il senso del ritmo in un essere umano è innato.
E io, con andamento adagio e ritmo incalzante, non posso che intonare un bel

VAF-FAN-CU-LO!
____________________
(chiunque potesse aiutarmi a tal proposito, mi contatti. Per favore.)

martedì 27 gennaio 2009

Lei....

Pubblicato da Micha Soul alle martedì, gennaio 27, 2009 2 commenti

Lei è lì, seduta accanto a me.
Il suo nome è Felicità.
Sta piangendo ed io non so come evitare che soffra.
Di solito è lei che stringe me e copre le mie spalle fredde con il suo calore di lana.
Lei mi segue ovunque, e sembra preferisca regalarmi la sua presenza quando ho lui vicino a me, lui che condivide con me questo tortuoso cammino chiamato vita. Quando sono sola, mi osserva, mi studia da lontano, ogni tanto gioca a nascondino, e maliziosa lascia che io la cerchi. Sembra solida come una roccia, ma in realtà anche il minimo sussulto potrebbe farla scomparire.
Quando lui è con me, lei corre verso di noi con tutta la sua fastosità e ci avvolge in un abbraccio perfetto, forte e fragile al tempo stesso.
Fra me e lei, un legame solido.
Abbiamo promesso di cercarci, ovunque, in qualunque modo, laddove qualcuno dovesse mai provare a dividerci.
Ho passato periodi della mia vita in cui il mio unico scopo era quello di cercarla ma probabilmente la cercavo in posti sbagliati. La trovavo e subito volevo scrutarla e studiare il modo per accertarmi che non mi lasciasse mai più.
La prima volta che la conobbi, la mia anima toccò il cielo e mi sentii leggera. Pensai di riuscire a volare, tanto che nei miei sogni con un semplice movimento di braccia, riuscivo ad alzarmi da terra e a planare fra gli oggetti e le persone. Da quel giorno però, conobbi anche la triste amarezza di un vuoto incolmabile, il vuoto che lasciava quando se ne andava, così su due piedi, senza dir niente.
Solo oggi capisco.
Capisco che lei è di tutti e di nessuno, capisco che lei è come l’ago di una bilancia, dove l’equilibrio è il vento.
Capisco che proprio questo suo farsi desiderare fa sì che l’essere umano ne senta un bisogno viscerale. Capisco che se lei decidesse di fermarsi per sempre da me, da loro, da chiunque, il suo valore col tempo, verrebbe meno. E’ per questo che piange. Piange perché vorrebbe restare, vorrebbe non dover più apparire per poi scomparire, non vorrebbe più vedere il terrore nelle persone che soffrono per la sua assenza, ma allo stesso tempo ha paura di ritrovarsi vicino a chi non le dà il giusto valore e cerca un qualcosa di più, un qualcosa che non esiste…mentre lei è lì, a pochi passi. Soffre nel constatare che chi ha la fortuna di tenersela accanto, vive con la costante ansia di perderla, e questo la soffoca a tal punto da non poter restare.

Io le vado vicino e le dico…
“Non star male per me se ora devi andare.
Io so che esisti, conosco il tuo profumo, sono intrisa di quella sensazione che riesci a regalarmi in ogni momento. Questo mi basta per andare avanti, mi hai insegnato a sentirti qui con me, anche se non ci sei. Non ti cerco più in posti in cui ci sono solo miraggi effimeri di te. Ti cerco nella mia mente, e da lì non puoi fuggire.”
__________________
(Foto: presa da http://mariodomina.wordpress.com/2007/06/-2006©B@Imagine, Flickr)

giovedì 22 gennaio 2009

In MALATTIA e in povertà

Pubblicato da Micha Soul alle giovedì, gennaio 22, 2009 0 commenti

Premessa:

sono consapevole di essere una donna fortunata. Mio marito si è impegnato a starmi accanto per tutta la vita quando aveva solo 22 anni. Mio marito mi ama a tal punto da preferire una serata a fare gli scemi per il centro di Bologna piuttosto che uscire con gli amici e per fortuna ha degli amici intelligenti che rispettano questo suo cambiamento di vita. Mio marito fa tutto (o quasi) ciò che gli chiedo, SE glielo chiedo. Svuotare la lavatrice e stendere i panni, pulire casa insieme a me una volta a settimana, prepararmi la cena se sono stanca. Ama venire insieme a me in centro per fare shopping, se non altro per sbirciare nel camerino mentre mi svesto e faccio la Jessica Rabbit della situazione davanti allo specchio. E' un amante altruista e non si sottrae alle riunioni parentali fatte di litigi e discussioni varie. Mi ama e non ne ho mai dubitato un solo secondo dall'ormai lontano 25 marzo 2005.


Premessa 2:

In cambio di tutto ciò, io mi sono trasformata nella donna meno rompiballe della terra. Qualsiasi sia la caricatura della donna rombiballe disegnata in film, sketch comici, chiacchiere tra amici e tristi e ormai sorpassati stereotipi, io sono l'esatto opposto. Non sto ad elencare tutto quello che faccio per mio marito, dal chiamarlo la mattina e fargli trovare la colazione pronta, al mettergli in ordine l'armadio, stirargli i vestiti, lavargli le mutande, accontentarlo nelle sue e nostre fantasie, essere sempre desiderabile e piegarmi sempre a chiedergli scusa pur di far pace, di chinque sia la colpa del litigio.

Ma soprattutto, mio marito è una persona libera. Libero di uscire se e quando gli pare, libero di occuparsi dei suoi hobby, libero di saltare le pulizie di casa per continuare un suo brano, libero di rimandare i lavori di casa per mesi e mesi, libero di tornare a casa stanco dal lavoro, approfittare della mia assenza per stravaccarsi sul divano e lasciarmi un casino incommensurabile in salotto. E' libero di veder sua moglie tornare a casa all'una di notte dopo aver provato col gruppo e trovarla con le lacrime agli occhi per un dolore lancinante alla pancia. E' libero di starsene assonnato sul divano in attesa di capire cosa debba fare per poi avvicinarsi a lei, indeciso sul come comportarsi, e chiederle "ti dispiace se vado a dormire"????


Detto ciò, è dura per me non lamentarmi di alcuni suoi comportamenti, pur non facendogli mancare la certezza che io LO AMO e SONO FELICE solo con lui. Mi chiedo se è normale che in qualsiasi modo io cerchi di esprimere la mia opinione riguardo a qualsiasi cosa possa darmi fastidio, lui mi accusa di accusarlo. E' il cane che si morde la coda. Ma d'altra parte non è lecito, ad esempio, chiedersi se il fatto che io stessi male fisicamente e lui se ne fosse tranquillamente andato a dormire possa stare a significare che non sono poi così tanto importante per lui? E' quantomeno lecito chiederselo o devo per forza ritenermi una rompiballe o incontentabile?
OK. Lo ammetto, un pò sono rompiballe. Forse è scritto nei nostri geni....avere bisogno di costanti certezze da parte dei nostri uomini!!

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