domenica 25 ottobre 2009

ITALIANS DO IT BETTER

Pubblicato da Micha Soul a domenica, ottobre 25, 2009

Succede che spesso, dopo la centesima lamentela rivolta alla società italiana, le persone che mi subiscono in questa fase si chiedono perché diamine non lascio questo paese. Anzi, quando dico loro che ho vissuto in Belgio, in Spagna e in Irlanda mi chiedono cosa ci sia in Italia, oltre a mio marito (e vi par poco?), che mi trattenga così tanto.

Effettivamente cinque anni fa, quando atterrai a Bologna non pensavo che avrei resistito in Italia per più di un anno. E durante questi cinque anni svariate sono state le volte in cui ho espresso a mio marito l'esigenza di andarmene. Pur dandogli tutte le mie motivazioni più che plausibili, lui è sempre riuscito a farmi cambiare idea. Certo, LUI è sicuramente il miglior avvocato del diavolo che esista, ma non posso negare che tutti gli elementi per cui invece LUI non lascerebbe il Bel Paese sono più che convincenti.

E quindi oltre al suo attaccamento alla terra madre e per inciso alla città natale (e qui dovrebbe scattare il brano di Guccini - Bologna è una vecchia signora...), le altre motivazioni sono entrate a far parte delle mie abitudini e mi sembra incredibile ammetterlo ma non penso di potermene più disfare.

Prima di tutto, la bellezza dell'Italia. Inutile anche solo parlarne. In questi anni ho girato molto per via della musica e sono sempre più convinta che non esista paese più bello al mondo. Qualche tempo fa fecero vedere in televisione una pubblicità destinata all'estero e mirata ad attirare il turismo, che sfoggiava tutta quanta la bellezza architettonica, culturale, paesagistica, storica del nostro paese e sì lo ammetto, ho avuto la pelle d'oca e mi sono detta FIERA di essere Italiana.

Secondo elemento: la gente. Per quanto male si possa parlare degli Italiani, io qui mi sento a casa. Non so se sia una questione di regione (pare che gli Emiliani siano tra le persone più disponibili ed aperte dell'Italia centro-nord), ma dopo aver vissuto 18 anni a contatto con un popolo glaciale ed ostile nei confronti degli outsiders, mi rendo conto che non potrei più fare a meno del calore italiano, del "volemose bene" nostrano, del "buongiorno" scambiato con la vecchietta del palazzo accanto, del bar di Luca e delle sue battute sulle mie occhiaie la mattina prima di andare al lavoro.

Terzo, il clima. Non dico che sia la perfezione. Forse la Spagna mi si addice di più in questo frangente. Tutto sommato però, confrontandolo con città quali Bruxelles o Dublino, non posso lamentarmi. Qui esiste l'inverno come nel resto d'Europa, ma riusciamo a vedere il cielo blu anche quando fa freddo. Per la sottoscritta, ciò rappresenta un elemento fondamentale. Non posso non vedere il sole per più di una settimana senza sentirmi depressa. Ragion per cui non potrei scegliere di trasferirmi ad esempio a Berlino, dove avrei più opportunità lavorative nonché la fortuna vi vivere in un paese propriamente amministrato dal punto di vista sociale e politico, ma vivere col grigiume di un cielo opprimente e basso, NO. Mi ucciderebbe.

Quarto ed ultimo punto, ma non per ordine di importanza, il cibo.
Il cibo è una delle ragioni più incisive per cui non riuscirei più a VIVERE in altri paesi.
Qualsiasi piccola località decidiamo di visitare, in qualsiasi posto ci portino i concerti, è un piacere assoluto per il mio palato. Dalle pappardelle al cinghiale mangiate nell'anonima osteria gestita da una signora tedesca sulle montagne tosco-emiliane, alle tagliatelle ai funghi porcini divorati a Forlì, le melanzane alla parmigiana della nonna di mio marito, il risotto di sua madre, la cucina pugliese di mio padre fatta di pesce, orecchiette, panzerotti, il caciucco della mia nonnina, il suo passato di verdura che riuscirebbe ad amarlo anche un bambino capriccioso poco incline alla cucina "verde".
NO, non potrei fare a meno della cucina Italiana, della certezza che ovunque io decida di andare, in qualsiasi ristorante sia invitata a cenare, non uscirò quasi mai delusa. Anzi, avrò goduto di un lusso ancora affrontabile per gente come noi, che pochi fuori da questo paese hanno la fortuna di avere. Perché qui esistono le osterie che con 6 euro a persona hai lo stomaco al settimo cielo ed il tuo palato ha goduto più di tuo marito durante un tuo spogliarello da "brava" segretaria.

Senza parlare dei supermercati, dei mercati ortofrutticoli, della carne e del pesce fresco. Delle grigliate di pesce a Cefalù con la mia amica Emma o della scorpacciata di frutti di mare a Cesenatico.

E se come stasera, mi capita di avere il frigo completamente vuoto, non ci vediamo costretti a ripiegare sul mac donalds, ma sulla croccantissima pizza da asporto.

Ricordatemelo la prossima volta che verrò assalita dalla voglia di scappare dall'Italia delle vallette, delle raccomandazioni, della giustizia corrotta, del politico mafioso, di Mara De Filippi e dei suoi programmi diseducativi, della sofferenza in TV come intrattenimento, dell'omicidio in carcere da parte di pubblici ufficiali, della malasanità e di tutto ciò che rende questo paese un inferno paradisiaco. 

1 commenti on "ITALIANS DO IT BETTER"

Lindalov on 8 novembre 2009 17:08 ha detto...

fantastica sta pizza

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