lunedì 12 ottobre 2009

paura e delirio a.....

Pubblicato da Micha Soul a lunedì, ottobre 12, 2009

A meno che non si tengano in cittadine pittoresche, all'interno di mura medievali,  a meno che non rappresentino un evento storico-culturale e non vogliano far scoprire colori e sapori di tempi ormai lontani, a me le feste di paese mettono una gran tristezza. Non mi spiego quale sia la ragione e di sicuro mi sto addentrando in un discorso troppo generico, facilmente contestabile e con mille eccezioni. Ma in linea di massima, questa ricerca esasperata di un qualsiasi cosa da festeggiare, mi deprime.
Premetto che abito nella ridente cittadina di Granarolo dell'Emilia (sì è dove producono l'omonimo latte e no, non ho ancora avuto l'onore di spernacchiare il simpatico bimbo dalla voce stridula che urla "è quello della Lola!!"). 

Premetto che tre anni fa durante i mondiali non usciva mezzo urlo dalle finestre dei cittadini di codesto paesello, nemmeno al gol che ci ha consacrati campioni del mondo. Tanto che all'inizio mi facevo dei problemi pensando che forse stessero tutti guardando altri programmi o che stessero addirittura dormendo e mi sono permessa di chiedere ad amici e parenti di urlare in silenzio per non infastidire il vicinato....ometto la loro risposta in merito.

Premetto che in questo paesello non esiste una piazza. Voi entrate a Granarolo, fate tre chilometri in rettilineo ed è finita Granarolo. Praticamente una specie di viale con negozi sui lati, il comune e la chiesa, sempre sulla strada. Tutti stabili nuovi, nessun segno di una civiltà passata. 

Non so voi, ma per me un paesino senza piazza non è un paesino!

Però c'è un parco giochi per i bambini e un campo da basket, una capannina per i gelati e ben DUE benzinai. E c'è la COOP,  sì, hanno dovuto far chiudere i fruttivendoli e la macelleria per costruirla ma vuoi mettere un edificio mastodontico con trecentocinquanta luci sempre accese anche di notte? che tristezza..... 
C'è anche un poliambulatorio molto attrezzato e una palestra dove non mancano corsi di ogni tipo. Insomma, tutto sommato ammetto di viverci bene, certo non è come vivere a Bruxelles, la mia città natale, ma sono sempre solo ad una decina di km dal centro di Bologna.

Tornando al tema del mio post, questo week-end c'è stata la festa cittadina (o paesana?) che festeggiava probabilmente il __esimo anno della nascita del Comune. Bancarelle a gogò, stand, giochi per bambini, esibizioni varie e fuochi d'artificio.

Descritto così sembra un evento allettante. In realtà le bancarelle sembrano essere gli scarti dei mercati delle piazze maggiori, avete presente quelle con i capi d'abbigliamento più tristi, quelle che vendono trenta calzini al prezzo di uno e ti danno in omaggio una padella antiaderente? o ancora quelle che vendono asciugamani e tende! io un anno ci comprai una parure di lenzuola tigrate che dopo due lavaggi sembravano lenzuola bianche sporche di fondotinta. Al tatto pizzicavano in maniera indecente a causa dell'elevato numero di pallini fastidiosissimi che aveva creato il tessuto. 

Poi la bancarella militare!!! la bancarella militare!! ancora non mi spiego come riescano a sopravvivere i poveri commercianti che girano le fiere con questo tipo di articoli. In vita mia non ho mai visto nessuna persona comprarvi qualcosa. D'altra parte se io fossi un uomo e avessi fatto il militare di leva, non mi sognerei mai di acquistare una giacca e gli anfibi che mi rimembrano quante mazzate mi sono preso durante il CAR!

E come potrebbe mancare la bancarella dei trucchi andati a male e dei profumi evaporati? e quella delle felpe con i cartoni animati? dai su dite la verità, lo so che anche voi avete da qualche parte in qualche armadio, in qualche angolino nascosto e dimenticato, la felpa di Lupin che avete regalato al vostro lui perché in realtà rifletteva la fantasia erotica che si manifestava inconsciamente dentro di voi, immaginando il vostro uomo con la sigaretta in bocca avvicinarsi a voi con quello sguardo penetrante e furbetto per rubarvi un bacio...ammettete che tutto è svanito quando è uscita la sua testa dalla felpa, se l'è sistemata con fierezza sulla maglia che indossava (sì, perché la stragrande maggioranza degli uomini non si sa perché, ma provano le maglie senza togliersi quelle che hanno già addosso) e vi ha chiesto "come mi sta?". In quel momento ammettete pure di aver avuto la visione di vostro figlio fra sedici anni. Ammettetelo anche se non è così, almeno non mi sento l'unica idiota.

E cosa dire degli interessantissimi stand? quello che mi ha colpita maggiormente è stato quello del SUB. Il sub??? ma fanno corsi di sub a Granarolo dell'Emilia? cos'hanno costruito un oceano artificiale a nostra insaputa? sì, amore, forse proprio dietro la coop!  

E lo stand del  fotografo? Quello con la gigantografia della classica foto di matrimonio che sembra risalire al 1980? E quello con un cartello scritto a penna che ti implora di fermarti e farti fare un ritratto...un ritratto??? ma mi ci vedete due ore seduta davanti ai granarolesi che mi passando davanti con crescioni, piadine, pizze e io lì a sbavare dalla fame con un torcicollo in arrivo e il sorriso fintissimo creato dall'imbarazzo della situazione e dall'obbligo di sorridere per il ritratto?

E la gente! quanta cazzo di gente c'è a queste feste di paese? macchine parcheggiate ovunque, immobilizzazione delle forze dell'ordine per bloccare centinaia, migliaia di automobili pronte ad invadere Granarolo dalle cittadine limitrofe! E le mamme e i papà con i loro trecento figli, duemila carrozzine che si scontrano, imbottigliamenti causati da esseri umani vaganti che si fermano con la bocca spalancata davanti allo showman della piastra magica, quella che in due secondi ti cucina qualsiasi cosa e si lava con una sola passata di spugna asciutta e senza detersivo. 

Tutti a tirar fuori il loro completo migliore, le donne con il tacco 20 che le vedi goffissime dopo i primi venti metri, gli uomini con quattro dita di gelatina in testa, i bambini intrappolati negli abiti più scomodi per salire e scendere dall'enorme bruco mela. 

E tutti camminano camminano camminano, si fermano, guadano, ricamminano, si fermano alla bancarella siciliana e si fanno fori un babà e un arancino, poi riprendono la loro passeggiata, si provano un cappotto e un cappello di lana con 25 gradi all'ombra, si fermano alla bancarella delle pizze al taglio, mangiano, si sporcano con il sugo bollente la loro mise della domenica, smadonnano, poi però il trancio di pizza di 2o metri se lo finiscono in tre minuti, si godono lo spettacolo del gruppo di sessantenni che fanno l'esibizione di Yoga sull'erba e che da lontano mia nipote scambierebbe per i Teletubbies. 
Si fermano a sfumacchiare nell'ultimo chiosco di piadine dopo aver deglutito una leggerissima piada peperoni, cipolla e salsiccia e ripercorrono il tragitto godendosi però tutto ciò che offre l'altro lato della strada.

Io e mio marito, ormai consapevoli del senso di tristezza che ci prende quando percorriamo quei tre chilometri (ora che ci penso forse è 1 solo perché dubito che io possa mai riuscire a resistere alla tortura per ben tre chilometri a piedi), ci divertiamo a farci questa sagra quasi ubriachi fradici. Non dovendo prendere la macchina, è l'unica occasione che abbiamo per vivere un evento del genere con un tasso alcolico in corpo elevato. Cosicché tutto ciò che a raccontare e a vivere da sobria mi rende inspiegabilmente triste, con l'ausilio del sangiovese, diventa uno dei momenti più divertenti dell'anno! E arrivati alla fine del nostro "paura e delirio a las Granarolas" che ci vede protagonisti di avventure ed aneddoti comici, che ci vede azzannare qualsiasi tipo di alimento elegantemente posto in rustici taglieri per la degustazione gastronomica, ci aspetta nientepopodimenoché l'immancabile, irrinunciabile, irresistibile stand DELLE CREPES ALLA NUTELLA per tornarcene così, a fine serata, a casa con un bel mal di testa ed una meritatissima dissenteria.

2 commenti on "paura e delirio a....."

Lindalov on 14 ottobre 2009 20:08 ha detto...

E i fuochi di artificio, vogliamo parlare dei fuochi d'artificio? Son sempre uguali, tutti gli anni. Ma c'é sempre chi dice "erano più belli quelli dell'anno scorso"!

(a me alle fiere di paese, me piace magnà e beve!)

Francesco on 14 ottobre 2009 20:43 ha detto...

e'nfatti è quello che amo fatto! ;)

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