giovedì 12 marzo 2009

Un pianeta chiamato facebook

Pubblicato da Micha Soul a giovedì, marzo 12, 2009


Mi sono iscritta a facebook due anni fa, quando una mia amica dalla Scozia mi mandò l'invito via mail. Iniziai a cercare nomi e cognomi di gente che ha fatto parte del mio passato, compagni di scuola francesi, inglesi, tedeschi....
Compagni universitari, amici incontrati sulla strada della mia adolescenza, abbandonati involontariamente a causa dei miei vari spostamenti.

Leggo di frequente di gente che non trova uno scopo a facebook, di gente che si chiede quale sia l'utilità e perché dovrebbe voler riprendere i contatti con persone che magari se le incontrano per strada nemmeno le salutano.

Bhè, in effetti per un Italiano facebook può risultare inutile. Per uno che ha frequentato una sola scuola, una sola compagnia, che ha vissuto in un solo paese, in una sola città e ha creato un cerchio rstretto di amicizie, escludendo volontariamente dalla sua vita elementi del proprio passato.

Per persone come me invece, facebook è l'invenzione più bella che la rete possa averci regalato.
Sul mio facebook ho 344 amici e sono tutte persone che ho conosciuto nell'arco dei miei 31 anni di vita. Ad ogni richiesta di amicizia, mi rituffo nel passato della mia infanzia, della scuola, dei corsi di danza, di basket, delle vacanze al mare in Toscana, delle vacanze in Puglia, del dopo-scuola, della compagnia di amici con cui mi vedevo al centro commerciale quando saltavo le lezioni di religione, persone incontrate nel periodo universitario, mie ex-coinquiline, mie ex-compagne di sbornie nel periodo post-universitario, miei ex, quelli con cui ho mantenuto un buon rapporto, basato su sincerità e schiettezza piuttosto che malizia e malinconia del passato.

Non vi nascondo che adoro guardare i cambiamenti fisici delle persone, frugare nella loro vita e seguirne le evoluzioni, gli aventi quali matrimoni, nascite di figli. Rivedo un ragazzo che a scuola mi faceva il filo ma che non corrispondevo, ora diventato un uomo di successo con tanto di moglie e figli, in vacanza a San Diego, lo vedo in alcune foto insieme ad un'altra ragazza di mia conoscenza che adesso abita in Tailandia e che veniva a lezione di francese con me.

Rivedo la più figa della scuola, invecchiata, ingrassata e senza un uomo. Non vi nego un briciolo di fierezza nel mostrarle che io invece, la povera italiana sfigata, quasi snobbata per il mio stile poco conforme alla fighetteria dettata da marche e mode da seguire obbligatoriamente, sono riuscita a dare il meglio di me e a trasformarmi in un cigno. E sì che sono fiera di dimostrargli le mie evoluzioni in ambito lavorativo, affettivo, e di vita vissuta. Rivalità femminile? molto probabilmente. Ma soprattutto una piccolissima rivincita.

Con facebook non solo ho a portata di mano il mio passato, come fosse un puzzle da ricostruire e del quale sto trovando piano piano tutti i pezzi, ma ho anche la possibilità di scambiare e condividere le foto, taggando la miriade di persone con cui sono riuscita ad immortalare quei momenti grazie ad una macchina fotografica da cui non mi sono mai staccata.

Grazie a facebook inoltre, durante quei cinque minuti di pausa lavorativa, mi piace lasciare un messaggino sulla bacheca di qualche sfortunato, un saluto, un appello, una richiesta per poter essere ospitata in vista del mio prossimo viaggio. Avendo la fortuna di avere i 344 amici sparsi per il mondo, sono sicura di poter avere un appoggio in qualsiasi posto decida di andare.

Infine, su facebook ho anche la mia famiglia. Tutti, ma proprio tutti, dai cugini di primo grado, agli zii di secondo grado, fino ad arrivare a mia madre e mio padre, separati ed impossibili da seguire in quanto a spostamenti vari, ai quali ormai grazie a facebook non posso più nascondere niente. Ma potevo non accettare l'amicizia dei miei genitori??

Ammetto di digitare facebook per prima cosa dopo aver acceso il pc. Di fissare il monitor per due minuti intenta a cercare una frase originale da mettere vicino al mio nome, in quello spazietto creato per aggiornare lo stato del mio umore e per far sì che tutti e 344 poveri amici sappiano quante volte sono andata di corpo in una giornata.

Ammetto di aggiungere un nuovo album di foto due ore dopo esser tornata da un viaggio qualsiasi, anche quello più corto fatto sul lago di Garda o alla fiera dell'ottica di Milano dove mi sono trovata per lavoro. Ammetto di aver battuto ogni record con i miei venti album di foto.

Scarico le foto, taggo le colleghe, mostro fiera a mia madre quanto sia in gamba, mostro ai maschietti quanto io sia figa e mostro ai "nemici" (vedi "gthe others") quanto le loro maledizioni non mi tocchino minimamente. Eh sì, perché potevo non accettare l'amicizia di coloro i quali in età adolescenziale mi deridevano nell'autobus per andare a scuola prendendo di mira la mia nazionalità, il mio apparecchio dentale e a volte semplicemente il mio nome?

Su Facebook pubblicizzo il mio gruppo, la mia musica, ed ottengo visibilità. Ho provato anche a pubblicizzare il blog sulla mia pagina ma a qualcuno non dev'essere andata giù l'idea (prima o poi capirò chi sei!) e due giorni dopo il team di facebook ha messo il link del mio blog nella lista nera, rendendone impossibile l'accesso qualora qualcuno decidesse di venirsi a leggere la mia paginetta rosa passando direttamente dalla mia pagina di facebook.

Bhè, un piccolo intoppo informatico che sono riuscita a scavalcare mettendo come frase del profilo "digitare Love Plugs su google vi catapulterà nel mio piccolo mondo". Ecco fatto, les jeux sont faits.


MA. C'è sempre un MA.

Odio facebook per due piccoli, fastidiosissimi elementi:

1) Le applicazioni, stronzatine di abbracci e baci, test vari e richieste di adesioni a gruppi inutili che puntualmente o mi bloccano il pc, o si scusano per l'errore momentaneo che ha causato l'applicazione non permettendomi di ricevere il regalino inviatomi e soprattutto impedendomi di vedere il mio punteggio dopo aver perso dieci minuti a fare uno dei tanti quiz sull'amore, sul quoziente intellettivo, sul personaggio dei cartoni animali che più mi assomiglia.

2) Richieste di amicizie da parte di persone che hanno scambiato facebook per un sito di incontri. Io chiedo loro una sola cosa: ma la foto del profilo in cui metto la lingua in bocca a mio marito, lo stato civile scritto in grassetto SPOSATA, non sono elementi sufficienti per tenerli lontani?

Qualcuno da lassù deve avermi sentita sbraitare un giorno dei tanti e da allora devono aver inventato il pulsantino

IGNORA TUTTO


Ecco, adesso sì che il libro faccia è un tool perfetto con il quale sentirmi parte di una micro-società. Quasi fosse l'isola di Lost. IO nel presente, nel passato e nel futuro. E per fuggire, sparire e ricominciare, mi basta cliccare su "cancella account".
Un clic,

Ed io non esisto più.

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1 commenti on "Un pianeta chiamato facebook"

Amore_immaginato on 13 marzo 2009 13:08 ha detto...

io faccio parte del gruppo di persone che lo detestano, che fatica ad accogliere le richieste di amicizia, che cerca di stare in logout anche se è presente, che non ha una foto postata, che non risponde mai alle richieste di alcun genere.
Allora tu mi dirai, che diavolo ti sei iscritta a fare?
Per vedere le foto di un'amica...mica avevo capito che mi sarei iscritta all'inferno!!!
:o)))

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