venerdì 19 dicembre 2008

La guerra di Ulisse (tratto da "Le Cronache di Ulisse" - seconda puntata)

Pubblicato da Micha Soul a venerdì, dicembre 19, 2008

Pronto? Parlo col centro di psicoanalisi canina? Salve mi chiamo Ulisse. Ho bisogno di sfogarmi. Penso seriamente di non riuscire più a sopportare quello che succede ogni anno quando sta per arrivare quello che chiamano neve. In particolar modo, ho capito che succede qualcosa che l’umanoide considera come sacro e intoccabile. Mi sembra si chiami buon natale. Si, si chiama proprio così, anche ieri quell'essere dalla pelle un pò rugosa che viene una volta al giorno a darmi da mangiare e a passare lo straccio per terra, al telefono diceva in continuazione buon natale. E poi in casa c’è frenesia. Troppa frenesia.
Ieri è arrivato il mio ex-padrone con quell’essere dai capelli lunghi e gli occhi belli. Quest’ultimo dopo avermi salutato ed aver salutato il resto degli umanoidi presenti in casa, ha visto quella specie di albero travestito e ha detto “chi ha fatto l’albero?”. Il mio padrone un po’ vergognato ha detto “Io, perché?”, e l’altro, con un po’ di imbarazzo e timidezza gli ha detto “perché è venuto un po’ malino. Si vede che non c’è il tocco di una donna”.
Forse lei si chiama donna allora perché in quattro e quattr’otto è riuscita a smascherare l’albero ed io un po’ c’ho goduto perché mi ha sempre un po’ fatto senso quell' albero travestito che mettono nella sala una volta all’anno. Poi è fisso lì e ti guarda, con tutte quelle luci intermittenti e quelle cose tonde che penzolano. Mi sembra sempre che mi voglia far ingelosire e la notte sogno che mi dice “vedi? Io sembro uno di loro, tu rimani sempre un cane, nudo e antipatico”.
Io lo odio. Ecco, l’ho detto. Odio quel vegetale che se ne sta tutto il giorno a guardare la TV e riesce a sopravvivere anche senza mangiare. Ma come fa?? Non gli danno nemmeno da bere!! Ed è sempre impeccabile, verdissimo, più verde di tutti quelli che vedo nel parco dove vado a lasciare un po’ di miei rifiuti organici. Ogni anno è uguale identico, nessun segno di vecchiaia, cambiano solo alcuni dettagli del suo travestimento.

Ma finalmente donna si stava schierando, almeno sembrava, dalla mia parte e lo ha reso nudo quanto me. Stavo per abbaiare dalla contentezza e avrei tanto voluto saltargli addosso per leccargli quel muso tanto soffice. Di solito quello sbruffone di albero rimane lì per 30 notti e 31 giorni e invece quel giorno era arrivata la sua fine. E invece no, caro dottore. Era solo un’illusione. Io che pensavo che anche donna nutrisse lo stesso odio verso quel pagliaccio, invece ha iniziato a toccarlo, a fargli il solletico con quelle sue dolci zampe, gli ha allargato i rami, lo ha reso più bello.
E’ stato un colpo al cuore dottore. Lui mi guardava col ghigno infame di chi stava godendo della mia disgrazia. Avevo perso la battaglia. Ma non la guerra, pensavo. Ho iniziato ad abbaiare talmente tanto che donna è venuto da me, mi ha accarezzato e mi ha detto “non ti preoccupare, ora gli rimettiamo le palline e le luci”. E così ha fatto. Lo ha reso ancora più bello.
Quello che mi ferisce dottore è che da quel momento in poi tutte le attenzioni si sono rivolte verso di lui. Donna continuava a guardarlo e gli sorrideva con soddisfazione negli occhi. La stessa soddisfazione che vedo in quegli stessi occhi quando mi siedo se mi dice “seduto”. Ho anche provato a chiedergli di travestirmi allo stesso modo, io sarei anche più bello dottore, perché non me ne sto immobile, potrei sfilare come alle gare e vincerei il più bell’osso che si sia mai visto. Ma non capiscono le mie richieste, anzi ogni volta che mi avvicino allo spaventapasseri per fregargli una palla mi ritrovo fuori dal portone a guardare le macchine che passano da dietro il cancello.

C’è una sola ragione per la quale non sono ancora impazzito caro dottore. Il fatto che fra sole 17 notti e 18 giorni quell’ebete verde sarà rinchiuso in una scatola talmente stretta e piccola che dovranno farlo a pezzi. E mentre lo rinchiuderanno in cantina io ricambierò con lo stesso ghigno perfido e crudele.
Da quel momento lì, avro 333 notti per inventare un ottimo espediente che impedisca il suo ritorno.

Quel giorno, dottore, salverò il genere canino dalla spietatezza dell’albero travestito.

7 commenti on "La guerra di Ulisse (tratto da "Le Cronache di Ulisse" - seconda puntata)"

Spad on 19 dicembre 2008 16:05 ha detto...

ma pisciarci no?


(signorina, non solo sapevo bene che fossi leo, ma oltretutto ti leggo da quando hai aperto.. se non commento è perché odio-detesto-aborro-schifo il dover mettere il "verifica parola" per scrivere una cazzata nei commenti.. che poi sbaglio sempre e mi tocca riscriverlo cento volte..)

The Soul Plugger on 19 dicembre 2008 16:27 ha detto...

ulisse dice: per chi m'hai preso? non sai che non si piscia in casa dei padroni? è già tanto che abbia una casa e venga trattato con cura e rispetto al giorno d'oggi! Però se hai lo stesso albero travestito in casa tua ci piscio volentieri! prrrr :)

Spad on 19 dicembre 2008 17:12 ha detto...

macché, le sole piante che tengo in casa sono piante che crescono d'estate.. e che tengo ben nascoste a cani, polizia e cani-poliziotto..

(ah, ma bastava chiedere per togliere il codice bancomat??)

The Soul Plugger on 19 dicembre 2008 17:26 ha detto...

eccerto! il codice da vinci è un'opzione automatica di blogger. Noin l'ho certo chiesto io. Ma ora mi sento più leggera, grazie spadamico!

Xav. on 19 dicembre 2008 19:30 ha detto...

Ciao se ti interessa uno scambio di link.... lasciami un commento nella sezione che gli ho dedicato!

http://follerumba.blogspot.com/

Ciao e buon Natale da FolleRumba!

Tarkan on 20 dicembre 2008 01:12 ha detto...

Il cane più complessato di cui abbia mai letto!

The Soul Plugger on 20 dicembre 2008 16:44 ha detto...

Ehy ehy ehy
il mio cane non è complessato, è solo egocentrico. Ma tanto buffo. Lo amo

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