domenica 11 gennaio 2009

Non diventar come me!!

Pubblicato da Micha Soul a domenica, gennaio 11, 2009

Se dovessi fare uno studio sulla vita di coppia, sulla convivenza, su quanto le due persone cambino negli anni e le dinamiche di questo cambiamento, ne verrebbe fuori un'enciclopedia infinita.

Un elemento che ho notato in questi ultimi tempi è l'influenza che l'uno ha sull'altra persona, sia questa influenza negativa o positiva. E aimé nella nostra coppia chi ne ha tratto più benefici sono io. A suo discapito.



Andiamo per ordine.

L'ho conosciuto che era convinto di essere felice. Felice nella sua tristezza interiore, nei suoi brutti vizi, nella sua vita anarchica e ribelle, nelle sue notti passate per le strade di Bologna con il lettore CD portatile nel tascone del piumone da uomo Michelin e le cuffie nelle orecchie. Si svegliava al mattino e ancora mezzo addormentato prendeva ciò che gli capitava sottomano dall'armadio, poteva essere una felpa di una tuta e un pantalone di velluto che riusciva ad abbinare senza problemi, senza paura di guardarsi allo specchio e dire "sono vestito male".
Si faceva una doccia in fretta e furia e non si pettinava. Il risultato era che quando si toglieva il casco i suoi riccioli lunghi avevano creato un cesto paglioso in testa con tanto di zone cutanee prive di capelli per via delle ritrose, ovvero di quell'effeto del movimento naturale del capello mosso quando non veniva contrastato con l'aiuto di un pettine. Ogni mattina si recava al lavoro, un lavoro da tecnico in un'azienda colossale, lui, un piccolo numero davanti ad un pc a lavorare con schemi elettrici e programmi informatici. Tutto ciò che vi è di più anti-artistico. Eppure, con quel poco di THC in corpo che gli permettesse di prendere tutto con leggerezza, si impegnava ad amare quel lavoro e ad amarlo affinché quelle otto ore passassero nel modo più indolore e veloce possibile. Una volta uscito dal lavoro, incontrava gli amici, parlava di musica, saliva su un palco e si creava il suo piccolo mondo parallelo fatto di piccoli seguaci del suo regno fatto di rime, di testi scritti col catrame della strada su una cartina Rizla.

Stava fuori fino alle 23.00, a volte veniva a trovare me e mio fratello verso le 21.00, ci faceva ascoltare la sua nuova creazione, scambiavamo opinioni riguardo a qualsiasi argomento, e alle undici scappava perché suo padre non aveva piacere che rimanesse fuori fino a tardi durante la settimana. Al lavoro si arriva puntuali.

Poi, nella sua vita sono entrata io.

Il livello di THC nel sangue è diminuito poco a poco fino a diventare quasi impercettibile. Dopo una settimana di baci e sesso, di "dormo io da te o dormi tu da me", lui è venuto a vivere con me e mio fratello, in 60 mq. La mattina mentre lui dormiva, io preparavo la colazione fatta di spremuta d'arancia, di fette biscottate e marmellata di mia nonna, di caffé latte e brioches. Lui, che non aveva mai fatto colazione in vita sua se non con una tazza di latte semifreddo scaldato al microonde, divorava tutto con la felicità di un bambino che si trova i regali sotto l'albero di natale da scartare il 25 dicembre. Mentre si infilava una delle sue felpe enormi e orribili, spesso al contrario con l'etichetta ben in vista dietro la sua nuca, io mi infilavo il tailleur, mi truccavo e raccoglievo i miei lunghi capelli biondi in uno chignon. Le volte in cui io mi innervosivo perché non trovavo qualcosa ed eravamo in ritardo, lui tirava fuori l'ennesima battuta brillante ed io ridevo dimenticandomi del ritardo e scoprendo il fantastico mondo dell'allegria alle 8 di mattina.
Nella sua punto grigia, in mezzo al traffico della tangenziale di Bologna, una donna di 27 anni, con foulard al collo e lucidalabbra perlato, rideva e cantava a squarciagola insieme al suo ragazzo di 22 anni, cuffia di lana in testa, occhiaie nere che facevano risaltare ancor più gli occhi grandi e pieni di quella luce che da troppo tempo era rimasta spenta e sigaretta di tabacco in bocca.
Eravamo felici. Spensierati. Sulla nostra nuvoletta rosa, in mezzo al grigio e ad una vita che non ci soddisfaceva minimamente.

Poi ci siamo sposati.

Abbiamo comprato una casa, abbiamo concretizzato i nostri sogni musicali, abbiamo iniziato a girare per l'Italia insieme agli altri ragazzi del gruppo, abbiamo ingrandito la nostra nuvoletta fino a farla diventare una vera e propria isoletta felice. Un garage trasformato in studio di registrazione, livelli di THC per lui sempre più bassi e per me un pò più alti (fino a quest'anno in cui mi sono promessa di mantenerli a ZERO). Ma crescendo si perde quel poco di spensieratezza. Crescendo, ci si perde in domande e pensieri troppo pessimistici. Crescendo, diminuisce il tempo per i sogni e si è schiacciati dalla realtà del lavoro. Del solito lavoro che non ci soddisfa. E cambiare lavoro è un'utopia. Pensare di abbandonare un lavoro sicuro ma deprimente per un punto di domanda inconcretizzabile è una vera e propria follia, ai tempi d'oggi.

La prima a lamentarmi del lavoro sono stata io. La prima ad avanzare la proposta di partire dall'Italia sono stata io, la prima a lamentarmi dei pochi vestiti nel mio armadio sono stata io, la prima a portare alla luce la parola "realtà" sono stata io. Questo succedeva all'inizio del nostro matrimonio, e solo grazie a lui ho imparato a smettere di lamentarmi, ho imparato ad accontentarmi, a godere e gioire delle cose che hanno importanza. Ho imparato a godermi la mia casa anche se ci sono i panni da stirare che mi aspettano ma chissenefrega!! Ecco, ho imparato il sognificato della parola "relax", carpe diem! goditi le ore che ti rimangono dopo il lavoro per fare quello che vuoi fare. Crea una nuova band soul, iscriviti a yoga, leggiti un libro accompagnata da un bicchiere di buon vino rosso, apri un blog e scrivi, scrivi e scrivi, e fregatene se è domenica e dovresti fare le pulizie della domenica. Tanto lo sai anche tu che la casa è pulita perché nessuno entra con le scarpe, cuciniamo poco e siamo spesso fuori. Smettila di pensare che hai bisogno di mettere tutto in ordine, è dentro di te che devi ordinare i pensieri. Il caos, la confusione che pensi di vedere intorno a te (e che in realtà non esiste) è il risultato di una confusione mentale di cui devi prendere atto e da cui devi liberarti.

Ecco, ho imparato a vivere. Ho imparato a non scattare in preda ad una crisi di nervi se non trovo le chiavi nella borsa o in casa prima di uscire la mattina. Ho imparato a mantenere la calma in ogni situazione, ho imparato che a nulla serve inveire contro me stessa se ho combinato uno dei miei guai!. Ormai la cazzata è fatta no? Cerchiamo piuttosto una soluzione, perché a tutto c'è soluzione tranne che ad un cuore che non batte più.

Oggi, a quasi 31 anni (fra pochi giorni) mi sento più saggia, mi sento in pace con me stessa e con il mondo, riesco ad uscire senza trucco, a guardare le persone negli occhi, a non spendere il mio stipendio in vestiti firmati ma a mettere da parte i soldi per farci un viaggio ed accrescere la nostra conoscenza del mondo. Ho imparato ad essere me stessa in quello che faccio, in quello che scrivo, nel modo di cantare, di parlare, di vestire. Di non copiare nessun modello ma solo di ispirarmici personalizzandolo.
Ho imparato a farmi amare un lavoro che sebbene non corrisponda a quello che avrei voluto fare nei miei sogni da bambina, mi dà modo di renderlo speciale, mettendoci del mio, impegnandomici e rendendomi fiera del mio piccolo contributo all'aumento del pil.

Sono una creativa e ho smesso di lamentarmi di non avere né tempo né modo di creare. Ho imparato a creare in qualsiasi ambito della mia vita. A vivere creando.

Ma. C'è un MA!!!

Lui. Lui mi ha resa quella che sono. Solo lui. Ma secondo voi prima di riuscirci cosa avrà mai dovuto sopportare?? Se ci penso mi viene da tirarmi dei cazzotti in bocca. Perché lui ora sì, è una persona felice. Molto felice. Ma......

Si lamenta del suo lavoro, si lamenta di aver pochi vestiti, si guarda tremila volte allo specchio dopo aver fatto i pesi in camera, vorrebbe lasciar l'Italia, si innervosice se non trova le chiavi e si deprime per il poco tempo che ha a disposizione per creare.

Ho paura che tra 10 anni arriverà a lamentarsi della polvere sui mobili e a voler spendere il suo stipendio in vestiti firmati.


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Immagine usata per il post:

"COPPIA"
acrilico su tavola
opera dell'artista
MARTA MANGIABENE
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3 commenti on "Non diventar come me!!"

Tarkan on 12 gennaio 2009 01:48 ha detto...

Mah! E' ovvio che quando un rapporto è veramente profondo e intenso ognuno prende qualcosa dell'altro. Non preoccuparti, è una cosa normalissima...

iLGuardianoDelFato on 12 gennaio 2009 12:54 ha detto...

Bel post! Che dire, mi sembrate ben assortiti! Si dice in genere che col matrimonio lei cambi a dispetto di lui che non vorrebbe cambiasse e viceversa, ma qui... Io direi che come viene viene! non mi sento di dar consigli (a parte uno: armadi più piccoli...!!!), direi semplicemente che non sempre il verificarsi di ciò che vorremmo ci rende poi davvero felici (e viceversa...) e insomma, non lo so... è un casino! ;)

The Soul Plugger on 12 gennaio 2009 15:59 ha detto...

Tarkan....prendere qualcosa ok, purché sia qualcosa di buono!
Guardiano: grazie! seguirò il consiglio dell'armadio...e hai proprio ragione...è un casino! Ma alla fine va bene così, almeno per me ;)

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